KIEV - Mentre nei palazzi della diplomazia si moltiplicano i contatti e le dichiarazioni su possibili spiragli negoziali, in Ucraina le notti continuano a essere scandite dal suono delle sirene e dalle esplosioni. 

Oggi si segna il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione russa, avviata il 24 febbraio 2022, e a Kiev, l’ultimo attacco notturno ha colpito ancora una volta aree civili. “Stavamo dormendo. Quando il missile ha colpito, abbiamo sentito un fischio per due secondi e poi è caduto. Qui vivono solo civili, ci sono scuole, asili, case private. Non c’è alcun legame con strutture militari”, racconta Anton, uno dei residenti della capitale.  

Dai vertici del G7 è arrivata una presa di posizione congiunta, pubblicata alla vigilia dell’anniversario, riaffermando “l’incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto a esistere, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza.” 

Ursula von der Leyen ha dichiarato sui social che “la Russia sta usando il freddo come arma di guerra, ma la resistenza dell’Ucraina è straordinaria, e la solidarietà dell’Europa resta più forte che mai”, annunciando la cessione di 920 milioni di euro per la ricostruzione dell’infrastruttura energetica danneggiata. “È chiaro che il futuro di un’Ucraina democratica e prospera è nell’Unione europea,” ha aggiunto la presidente ella Commissione Europea. 

Dal fronte europeo arriva un chiaro segnale di sostegno verso l’Ucraina, ratificando l’offensiva russa come una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.  

In una nota congiunta, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola affermano che “la Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali nel mezzo di un inverno rigido.” 

“Faremo in modo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo al più presto il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per i risarcimenti destinata all’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa”, assicurano i leader nel comunicato congiunto, nel quale si annuncia anche di “fornire all’Ucraina 90 miliardi di euro nel biennio 2026-2027 per contribuire a garantire che il Paese possa far fronte alle sue urgenti esigenze di bilancio e di difesa e restare forte di fronte agli attacchi della Russia”. 

“Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea – sottolinea il testo –. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’UE in circostanze estremamente difficili. Può contare sul nostro pieno sostegno sia nel percorso di adesione sia nella ricostruzione postbellica”. Infine conclude: “Restiamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.