BRUXELLES – “L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà. Difenderemo sempre e sosterremo il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi”.

Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. Tre le priorità individuate da von der Leyen: la nuova Strategia della Sicurezza europea, i rapporti commerciali con i Paesi terzi, una diplomazia che porti risultati agli europei.

In merito alla postura internazionale dell’Unione Europea, von der Leyen ha specificato che “abbiamo bisogno di uno sguardo chiaro e rigoroso alla nostra politica estera nel mondo di oggi, sia in relazione a come è progettata sia a come viene attuata.

“Dobbiamo chiederci se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e i nostri processi decisionali, concepiti nel dopoguerra in un mondo di stabilità e multilateralismo, siano ancora al passo con la velocità dei cambiamenti. Se il sistema che abbiamo costruito, con tutti i suoi tentativi di consenso e compromesso, sia ancora un aiuto o piuttosto un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico”.

“So che questo è un messaggio duro e una conversazione difficile. Ma so anche che molti di voi percepiscono questa tensione nel loro lavoro quotidiano. Se crediamo – come credo io – di aver bisogno di una politica estera più realistica e orientata agli interessi, allora dobbiamo essere in grado di realizzarla”, ha sottolineato von der Leyen.   

“L’obiettivo è renderci più resilienti, più sovrani e più potenti - dalla difesa all’energia, dalle materie prime critiche alle tecnologie strategiche. Il vostro lavoro per ridurre i rischi e diversificare le nostre partnership nel mondo è prezioso per questo. Questo è ciò che significa indipendenza nel mondo di oggi. Significa non dipendere da un unico fornitore per asset vitali - dall’energia alla difesa, dai semiconduttori ai vaccini, dalle tecnologie pulite alle materie prime.

E per questo, abbiamo bisogno di più connessioni con partner affidabili e di fiducia. Dagli accordi commerciali alle partnership in ambito sicurezza che avete contribuito a negoziare, questo sta già facendo una vera differenza”, ha aggiunto von der Leyen.

Di nuovo ordine mondiale ha parlato anche il presidente italiano Sergio Mattarella, in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri, a Firenze, con il monito a non permettere una regressione autoritaria e a “non tornare indietro a una tirannide cesarista”. Nelle parole di Mattarella, l’implicita condanna alla deriva che stanno prendendo le relazioni internazionali, con la legge del più forte che prende il sopravvento sul diritto internazionale.

“Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati - ha sottolineato Mattarella -. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”.