ROMA - Mentre in Italia il referendum sulla giustizia segnava la vittoria del No con quasi il 54% e un’affluenza record vicina al 60%, gli italiani residenti all’estero hanno scelto in maggioranza il Sì, pur con una partecipazione molto più bassa.
Dei 5.478.839 aventi diritto, si sono recati alle urne in 1.563.377, pari al 28,53%, un dato molto inferiore a quello dei connazionali che hanno votato nel Paese ma in linea con le tendenze storiche del voto per corrispondenza, che in molti casi viene complicato da plichi mai arrivati, consegne in ritardo, difficoltà nel rispetto dei tempi di restituzione, indirizzi non aggiornati nell’AIRE e inefficienze postali in alcune aree del mondo.
Il risultato definitivo premia il Sì con 803.632 voti, pari al 56,34% dei consensi, contro i 622.652 del No, che si fermano al 43,66%.
Nell’America del Sud, il 72,86% degli elettori si è espresso a favore della riforma, pari a circa 402mila preferenze, e anche in quella del Nord il Sì ha prevalso con il 57,64% dei voti, circa 50mila preferenze.
In Europa, invece, il risultato si allinea di più al sentimento del Paese. Gli italiani residenti nel Vecchio Continente, infatti, hanno scelto il No con il 56,24%, pari a oltre 405mila voti.
In Francia hanno votato contro la proposta il 58% degli elettori, nel Regno Unito il 60%, mentre in Spagna il risultato è stato più equilibrato, con il 51,82% contro il 48,18% a favore.
Anche in Asia e Oceania il Sì ha prevalso ma con margini meno netti e con un peso elettorale numericamente ridotto.