WASHINGTON - Gli Stati Uniti vogliono costruire un blocco commerciale preferenziale sui minerali critici, con regole comuni e barriere mirate, per ridurre la dipendenza da catene di fornitura dominate dalla Cina.

Il progetto è stato presentato dal vicepresidente JD Vance durante un incontro a Washington con ministri stranieri, nel quadro della strategia dell’amministrazione del presidente Donald Trump per rafforzare l’accesso a materiali chiave per semiconduttori, veicoli elettrici e sistemi militari.

Vance non ha citato direttamente Pechino, ma ha indicato la necessità di fermare l’ingresso di minerali a basso costo che, secondo la Casa Bianca, mettono in difficoltà i produttori americani. “Vogliamo eliminare il problema di persone che inondano i nostri mercati con minerali critici economici per danneggiare la manifattura domestica”, ha detto.

La proposta prevede la definizione di “prezzi di riferimento” per i minerali critici a ogni stadio della produzione. Per i membri dell’area preferenziale, questi prezzi funzionerebbero come una soglia minima, sostenuta da dazi regolabili. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’offerta a prezzi più bassi renda non sostenibili progetti di estrazione e lavorazione fuori dalla Cina.

L’iniziativa viene presentata dopo le tensioni del 2025, quando la Cina ha trattenuto alcune terre rare richieste dall’industria americana, creando scosse sui mercati. Lunedì Trump ha annunciato una scorta strategica statunitense di minerali critici, chiamata Project Vault, con 10 miliardi di dollari USA di fondi iniziali dalla Export-Import Bank e altri 2 miliardi di dollari USA da finanziatori privati.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che ai colloqui hanno partecipato 55 Paesi, tra cui Corea del Sud, India, Tailandia, Giappone, Italia, Germania, Australia e la Repubblica democratica del Congo. Rubio ha parlato di risorse “concentrate nelle mani di un solo Paese”, definite un fattore di pressione geopolitica.

Sempre a Washington, il rappresentante al Commercio Jamieson Greer ha annunciato un piano bilaterale con il Messico e un’intesa trilaterale con Unione Europea e Giappone per rafforzare le catene di fornitura, aprendo la strada a un accordo più ampio. Le misure discusse includono standard di mercato, incentivi, acquisti garantiti e forme di sostegno ai prezzi.

La Casa Bianca spera che il meccanismo renda più attraenti gli investimenti privati in miniere e impianti di lavorazione. Ma la mossa potrebbe anche aumentare i costi nel breve periodo e irrigidire i rapporti con Pechino. L’ambasciata cinese a Washington ha replicato sostenendo che la Cina è pronta a continuare a contribuire alla stabilità delle catene globali.