Sarà il fascino della moda e del lusso, dell’arte e della musica, ma soprattutto del cibo; sarà quella miscela inconfondibile di eleganza e calore umano, insieme raffinata e genuina, che da sempre contraddistingue il Belpaese. Fatto sta che nell’italianità vive qualcosa di profondamente attrattivo, capace di conquistare anche chi non ha legami diretti con la nostra Penisola. Un patrimonio di immagini, profumi e suggestioni, una tavolozza di sapori e colori che si imprime nella memoria e si traduce in esperienza unica, amplificando e valorizzando i tratti distintivi del vivere italiano ben oltre i confini geografici.
È proprio quest’attaccamento, che si è manifestato ancora una volta alla Williamstown Italian Festa, divenuta ormai testimonianza concreta di un amore che non si affievolisce con il tempo, ma si rafforza di generazione in generazione, coinvolgendo oggi anche un pubblico sempre più ampio e variegato. L’edizione di quest’anno – organizzata con cura e dedizione – ha superato ogni aspettativa, offrendo un programma di intrattenimento ricco e una proposta enogastronomica straordinariamente articolata.
Fulcro della manifestazione, il Williamstown Italian Social Club, con sede nello storico edificio che negli anni Cinquanta accoglieva il New Empress Theatre, un luogo intriso di memoria che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la comunità. Sul palco, senza soluzione di continuità, si sono alternati artisti e performer che hanno saputo restituire, ciascuno a proprio modo, l’anima festosa e coinvolgente della tradizione italiana. Dalla Tarantella di Tony Viella alle melodie antiche di Alexander Parise, fino alla musica folk del duo Nicolino e Anton, in un susseguirsi armonioso di ritmi e atmosfere.
A seguire, le esibizioni incredibili di Lorenzo Iannotti e Gino, della DJ Morena e della cantante Fabiola, che hanno letteralmente acceso la pista da ballo. Il ritmo si è fatto via via più incalzante con il DJ Stefano Marcianò, fino alla chiusura affidata ai Siesta Cartel, protagonisti di un finale magistralmente orchestrato. A guidare con disinvoltura l’intera giornata, i due maestri di cerimonia Simone e Sonia.
Lungo la via antistante il club, nella splendida cornice del lungomare di Williamstown, si è sviluppato un percorso enogastronomico che ha saputo conquistare anche i palati più esigenti. Le bancarelle, curate con attenzione e passione, hanno proposto un’ampia varietà di specialità regionali: dal caciocavallo impiccato agli arrosticini abruzzesi, dai panini con salsiccia (immancabili in ogni festa che si rispetti) ai panzerotti pugliesi, fino ai grandi classici della tradizione dolciaria come tiramisù e cannoli siciliani. Un’offerta ricca e variegata, capace di raccontare, attraverso il gusto, la straordinaria diversità culinaria italiana.
“Ci è voluto circa un anno, ma stiamo già iniziando a lavorare per l’anno prossimo”, racconta il presidente del club, Rob Gabriel, sottolineando l’impegno e la lungimiranza che stanno alla base dell’organizzazione. E rispetto al passato, la crescita è evidente: “Siamo molto più grandi: quest’anno siamo probabilmente il doppio. Più stand, più cibo, molto più intrattenimento. Una festa per onorare Anche chi è venuto prima di noi”.
Un richiamo alla memoria e alle radici, ma anche uno sguardo rivolto al futuro, sostenuto dal contributo delle istituzioni – tra cui la Hobsons Bay City Council e il governo dello Stato del Victoria – e dall’impegno instancabile dei volontari.
Tra il pubblico, grande entusiasmo e tanta soddisfazione. Irene Cantone descrive “una giornata bellissima, caldissima e allegra”, mentre Tino Turisi conferma con immediatezza: “Il cibo era buonissimo”.
Segnali, questi, di una riuscita piena, che non si misura soltanto nei numeri, ma nella capacità di creare appartenenza e condivisione. E mentre già si guarda alla prossima edizione, con una macchina organizzativa nuovamente in moto, il vicepresidente Vittorio Scali, riassume lo spirito della festa: “Una testimonianza profonda di tutto il nostro orgoglio nell’essere italiani”.