SYDNEY - WiseTech Global, la maggiore società tecnologica australiana quotata in borsa, taglierà circa 2mila posti di lavoro mentre intensifica la transizione verso l’intelligenza artificiale.

La riduzione riguarda oltre un quarto dei 7mila dipendenti distribuiti in 40 Paesi e rappresenta la seconda grande ristrutturazione annunciata nel settore in pochi giorni, dopo i 300 esuberi segnalati da Commonwealth Bank.

L’amministratore delegato Zubin Appoo ha spiegato che i tagli partiranno dai team di prodotto e sviluppo e dall’assistenza clienti, ambiti nei quali l’azienda ha registrato forti guadagni di efficienza grazie all’IA. “Lo dico con chiarezza: l’era della scrittura manuale del codice come atto centrale dell’ingegneria è finita”, ha dichiarato durante la presentazione dei risultati semestrali. Entro l’esercizio 2027, le squadre di prodotto e sviluppo – inclusa la controllata E2open – potrebbero essere ridotte fino al 50 per cento.

La svolta si compie mentre WiseTech ha registrato una crescita del 76 per cento dei ricavi nel primo semestre, saliti a 672 milioni di dollari statunitensi (951 milioni australiani). L’utile netto si è attestato a 68,1 milioni di dollari USA, in calo del 36 per cento su base annua, risentendo dell’acquisizione di E2open. L’utile operativo di cassa è aumentato del 31 per cento a 192,3 milioni di dollari USA, mentre l’utile netto sottostante è cresciuto del 2 per cento.

Appoo ha definito la decisione “necessaria” per mantenere disciplina e competitività in un contesto tecnologico in rapida evoluzione. L’anno scorso l’azienda ha integrato agenti di intelligenza artificiale nella piattaforma CargoWise, utilizzata da oltre 17mila operatori logistici nel mondo.

Secondo Richard Valente, vicepresidente di TP Australia, non si tratta di un taglio ciclico ma di un “reset strutturale”: le imprese stanno ridefinendo i ruoli umani mentre l’IA gestisce le attività ripetitive. “Il personale rimasto dovrà essere problem solver e costruttore di fiducia”, ha osservato.

Gli investitori hanno reagito positivamente: il titolo è salito oltre l’11 per cento a 47,91 dollari australiani nel pomeriggio, dopo aver perso più del 60 per cento dal luglio 2025.

La società esce da mesi complessi, tra ispezioni del regolatore, scioperi degli azionisti sulla remunerazione e un’indagine dell’ASIC su presunte irregolarità di trading che coinvolgerebbe il cofondatore Richard White, oggi a capo della sezione innovazioni.