MOSCA - La retorica del Cremlino raggiunge nuove vette di aggressività. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha utilizzato toni da “horror politico” per descrivere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un’intervista a Radio Sputnik, definendolo un “mostro dalla saliva insanguinata”.
Secondo la portavoce russa, rilanciata dall’agenzia Tass, i leader occidentali non vedrebbero più Zelensky come un simbolo di democrazia, ma come un peso ingovernabile. La portavoce sostiene che l’Occidente sia terrorizzato dal leader ucraino: “Il mostro che hanno allevato gli sta col fiato sul collo. Sta già versando loro addosso questa saliva insanguinata”.
Zakharova, inoltre, ha avvertito che le armi fornite a Kiev si stanno “disperdendo in ogni angolo del pianeta”, citando presunte ripercussioni persino nel continente africano, e ha esortato l’Europa e gli Usa a “svegliarsi” prima che sia troppo tardi.
Nel suo J’accuse, Zakharova ha dipinto un Occidente isolato e vittima della propria “stupidità e avidità”. Secondo la portavoce, il castello di carte della strategia atlantica starebbe crollando sotto il peso dei propri errori, lasciando i leader europei e statunitensi in preda a un vero e proprio orrore geopolitico.
Il cuore della critica russa colpisce quella che Mosca vede come una disfatta ideologica: l’Occidente sarebbe oggi pietrificato nel constatare che l’ambizioso obiettivo di “sconfiggere la Russia” si è rivelato un fallimento totale. In questo scenario, i Paesi della Nato si sarebbero spinti da soli in un angolo cieco, ritrovandosi diplomaticamente isolati dopo aver sistematicamente respinto ogni mano tesa dal Cremlino e ogni proposta di cooperazione.
Ora, secondo Zakharova, la vera paura che agita le cancellerie occidentali non è solo militare, ma interna. Il timore più grande dei leader sarebbe quello di dover finalmente guardare negli occhi le proprie popolazioni per spiegare come mai anni di retorica bellicista e promesse di vittoria si siano risolti in un vicolo cieco, lasciando l’Europa e gli Stati Uniti privi di controllo su una situazione che credevano di poter dominare.
Mentre la diplomazia usa parole di fuoco, sul campo la guerra dei cieli continua senza sosta. Il Ministero della Difesa russo ha riferito di una vasta operazione di difesa durante la notte, che ha portato alla distruzione di 86 droni ucraini intercettati. La maggior parte dei droni (56) è stata abbattuta sopra le acque del Mar Nero. Gli altri sono stati neutralizzati tra le regioni di Bryansk (9), Lipetsk (8), la Crimea (8) e il territorio di Krasnodar (5).