“L’Australia è un gran paese, ma non ti regala assolutamente niente”.

Veronica Zangarelli lo dice senza esitazioni. Una frase che riassume bene il suo percorso: otto anni a Sydney tra cambi di direzione e nuove opportunità, affrontati con una forte capacità d’adattamento.

La scelta di partire nasce quasi per caso, da una conversazione con una vecchia amica delle scuole medie già a Sydney. “Per me era o andare in Canada o provare l’Australia - racconta - non conoscevo bene nessuno dei due paesi”.

È proprio quell’amica a convincerla a venire in Australia: “Mi disse: perché vai in Canada? Fa freddo. Vieni qui e vedi se ti piace!”. Nei primi tempi è lei ad ospitarla, dando forma concreta a una decisione presa senza troppe certezze.

Zangarelli arriva da Perugia, dove si forma in giurisprudenza, prima di proseguire con un master in diritto internazionale e diritti umani nei Paesi Bassi. Un percorso già orientato verso l’estero, maturato nel tempo: “Ho sempre avuto un enorme interesse in quello che succedeva al di fuori della mia città e dell’Italia, in generale”.

Nei primi anni ha lavorato anche nella ristorazione, muovendosi tra diversi impieghi mentre cercava di costruire il proprio percorso. In Australia, però, il passaggio dal titolo alla professione non è immediato: “Se vuoi diventare avvocato qui, devi ricominciare un po’ da capo”.

Dopo un primo inserimento come assistente legale, decide di esplorare altre strade.

Il cambiamento più significativo arriva con l’ingresso nel mondo degli eventi e degli affari internazionale. Alla Camera di Commercio americana, AmCham Australia, Zangarelli ricopre nel tempo diversi ruoli, passando da posizioni operative nell’organizzazione di eventi a incarichi legati a progetti speciali e allo sviluppo di attività: un percorso che riflette una crescita progressiva all’interno dell’organizzazione.

In questo contesto lavora su iniziative di respiro internazionale, entrando in contatto con realtà aziendali e istituzionali di alto livello. “Ho organizzato anche missioni commerciali a New York e Washington… è stata veramente un’ esperienza eccezionale”, racconta.

Parallelamente, ha continuato a investire nella formazione, con un MBA in project management e digital marketing in Australia. Una scelta che risponde sia a un’esigenza di crescita professionale sia alla necessità di adattarsi al contesto locale.

Un passaggio meno convenzionale del suo percorso è quello legato alle aziende agricole, spesso vissute come un obbligo burocratico. Nel suo caso, invece, l’esperienza assume una dimensione diversa. “Sono stata quasi ‘adottata’ da una famiglia di australiani”, racconta quando ripensa alla coppia che l’ha accolta come se fosse una figlia.

Il rapporto si consolida nel tempo, andando oltre il contesto lavorativo: “Mi hanno aiutato addirittura a pulire la casa che stavo lasciando per un trasloco… hanno fatto cinque ore in macchina solo per venire a trovarmi”, ricorda con tenerezza un legame nato in un contesto temporaneo, ma che nel tempo si è trasformato in qualcosa di duraturo.

Dopo anni affrontati in gran parte da sola, tra difficoltà e cambi di direzione, Zangarelli lo dice chiaramente: “Non è una ‘straight line’ l’Australia”.

Più che una storia d’arrivo, la sua è una costruzione continua, fatta di scelte e trasformazioni, in un contesto che, dietro un’immagine spesso semplificata e idealizzata, richiede flessibilità e la capacità di rimettersi in gioco, a volte anche ripartendo da zero.

La sua esperienza riflette una dinamica sempre più diffusa tra le nuove generazioni italiane: partire, mettersi alla prova in contesti diversi e costruire il proprio percorso lontano da casa, spesso senza certezze iniziali ma con la grande capacità di ridefinirsi nel tempo.