KIEV - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “positivi” i nuovi colloqui con i mediatori statunitensi, ma ha accusato la Russia di aver risposto alla proposta di tregua pasquale con una nuova ondata di attacchi.
Il leader ucraino ha partecipato a una riunione in videocollegamento con l’inviato speciale USA Steve Witkoff, Jared Kushner e il senatore Lindsey Graham, nell’ambito degli sforzi di Washington per trovare una via d’uscita al conflitto, arrivato al quarto anno. Alla discussione ha preso parte anche il segretario generale della NATO Mark Rutte.
Nel suo discorso serale, Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per il ruolo negoziale, sottolineando che le parti hanno concordato di rafforzare un documento sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina in un eventuale accordo di pace. “Questo è ciò che può aprire la strada a una fine affidabile della guerra”, ha detto.
Nonostante il clima diplomatico, la situazione sul campo resta tesa. Zelensky ha denunciato il lancio di oltre 700 droni russi in una sola giornata, molti dei quali di tipo Shahed, impiegati per colpire infrastrutture energetiche e obiettivi civili anche durante le ore diurne.
“Questa è la risposta della Russia: continua a colpire e a condurre operazioni contro il nostro sistema energetico e le nostre infrastrutture”, ha affermato.
Mosca ha respinto la proposta di tregua per la Pasqua ortodossa, prevista il 12 aprile, definendola una mossa di comunicazione senza contenuti concreti. Per Kiev, invece, una pausa temporanea nei combattimenti rappresenterebbe un segnale utile per mettere alla prova la volontà di negoziare.
Il principale ostacolo resta la questione territoriale. La Russia continua a chiedere il ritiro completo delle forze ucraine dal Donbas, mentre Kiev rifiuta di cedere le aree ancora sotto il proprio controllo nella regione di Donetsk.
Zelensky ha ribadito che un eventuale compromesso territoriale può essere discusso solo a livello di leader, proponendo un vertice diretto con Donald Trump e Vladimir Putin.
Nel frattempo, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere russe, riducendo una parte rilevante della capacità di esportazione di Mosca. Kiev ha però segnalato la disponibilità a sospendere queste operazioni in cambio della fine degli attacchi russi sulle proprie infrastrutture.
La distanza tra le parti resta ampia. I canali diplomatici rimangono aperti, ma sul terreno il conflitto continua senza segnali concreti di de-escalation.