KIEV - La diplomazia europea si sta mobilitando per intensificare il sostegno a Kiev: è fissato per domani, venerdì 13 marzo, l’incontro all’Eliseo tra il presidente francese Emmanuel Macron e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Un vertice che ha già scatenato la dura reazione del Cremlino, evidenziando una frattura diplomatica sempre più profonda.
Secondo le note ufficiali della presidenza francese, al centro del colloquio ci saranno i mezzi per aumentare la pressione sulla Russia, con un focus specifico sul contrasto alla “flotta fantasma” russa (le petroliere che Mosca usa per aggirare le sanzioni). I due leader faranno inoltre il punto sugli impegni della “Coalizione dei volenterosi” in materia di garanzie di sicurezza e discuteranno le condizioni per una “pace giusta e duratura”.
Non si è fatta attendere la risposta di Mosca. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha definito il viaggio di Zelensky a Parigi come l’ennesimo tentativo di ostacolare il processo di pace. “Il regime di Kiev continua la sua politica coerente di ostacolo alla pace”, ha dichiarato Peskov.
Secondo il portavoce, le capitali europee non sarebbero affatto motivate a cercare una soluzione pacifica. Inoltre, Peskov ha bollato come “assurda” l’idea di fare pressione sulla Russia, ribadendo che l’operazione militare speciale proseguirà.
Prima di volare a Parigi, Zelensky ha fatto tappa oggi in Romania, visitando un centro di addestramento per i caccia F-16 e incontrando i vertici dello Stato. In un’intervista rilasciata a Politico, il leader ucraino ha lanciato un monito chiaro: “Se l’Europa e gli Stati Uniti sono forti e smettono di acquistare petrolio e gas russi, la guerra finirà più rapidamente. Altrimenti, durerà molto più a lungo di quanto stimiamo”.
Mentre la politica discute, sul campo si continua a morire. La giornata di oggi è stata segnata da pesanti attacchi russi contro i civili. La città di Zaporizhzhia è stata colpita da bombe aeree teleguidate che hanno ferito almeno 13 persone, tra cui due bambini di 11 e 12 anni. Colpiti condomini e infrastrutture critiche.
A Kherson, un drone russo ha preso di mira un autobus di linea. Il bilancio è di almeno 20 feriti. Medici Senza Frontiere (Msf) ha condannato duramente l’episodio, definendolo “l’ennesima violazione del diritto internazionale umanitario”. Robin Meldrum, coordinatore di Msf, ha sottolineato come il peso sui civili vicino al fronte aumenti di settimana in settimana.
Sul fronte della sicurezza interna russa, l’Fsb (Servizio federale per la sicurezza russo) ha dichiarato di aver sventato un attentato contro un alto ufficiale del Ministero della Difesa in Crimea. Un residente locale, accusato di agire su istruzioni dell’intelligence ucraina, è stato arrestato.