NEW YORK – Volodymyr Zelensky ha rilanciato la richiesta di rafforzare rapidamente le difese antiaeree dell’Ucraina, sostenendo che le informazioni raccolte da Kiev indicano preparativi russi per una nuova operazione di vasta portata contro il Paese.

Il presidente ucraino ne ha parlato dopo un incontro con il primo ministro britannico Andy Burnham a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, spiegando che Kiev mantiene contatti costanti con gli alleati per ottenere nuovi sistemi di protezione.

“Ci sono informazioni d’intelligence secondo cui la Russia sta preparando un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina”, ha scritto Zelenskiy su Telegram. A suo giudizio, non può quindi essere presa in considerazione alcuna attenuazione delle sanzioni contro Mosca mentre la popolazione continua a vivere sotto la minaccia quotidiana di missili e droni.

Le forze russe conducono da tempo attacchi notturni su vasta scala, ma nelle ultime settimane avrebbero modificato le proprie tattiche, intensificando i lanci anche durante le ore diurne. Mosca ha inoltre impiegato negli ultimi mesi droni a reazione capaci di operare ad altitudini maggiori e di rendere più difficile l’intercettazione da parte delle difese ucraine.

L’aumento del numero degli attacchi aerei da entrambe le parti ha colpito porti, magazzini, navi e infrastrutture energetiche, compromettendo anche le esportazioni di cereali attraverso il Mar Nero.

Con l’avvicinarsi dell’inverno, a Kiev cresce il timore che la Russia torni a concentrare le operazioni sugli impianti elettrici e di riscaldamento. Zelensky ha detto di aver discusso la questione con Donald Trump, chiedendo agli Stati Uniti un nuovo pacchetto di missili Patriot, gli unici sistemi a disposizione dell’Ucraina capaci di abbattere i missili balistici russi.

Le disponibilità globali di Patriot sono però diminuite a causa sia della guerra in Ucraina sia del conflitto americano contro l’Iran, che ha inciso anche sulle scorte statunitensi.

Zelensky ha proposto che Washington fornisca all’Ucraina intercettori provenienti dalle proprie riserve durante l’inverno, ricevendo in cambio future consegne previste dall’accordo con la Germania, che si è impegnata a fornire a Kiev 600 Patriot nel 2027 e nel 2028.

Il presidente ucraino ha definito positivo il fatto che Trump non abbia respinto l’ipotesi, pur riconoscendo che non è stata ancora raggiunta un’intesa. Proseguono inoltre i colloqui per consentire all’Ucraina di avviare una produzione su licenza, mentre un componente della delegazione di Kiev ha avuto un incontro con Raytheon, produttore americano dei Patriot.

Sul terreno, le truppe russe continuano ad avanzare lentamente nella regione orientale di Donetsk, mentre la linea del fronte è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi mesi. Le forze ucraine hanno invece intensificato gli attacchi contro obiettivi in territorio russo, soprattutto nel settore petrolifero, raggiungendo siti fino a 3mila chilometri dal confine.

Intervistato a New York, Zelenski ha sostenuto che Vladimir Putin non stia né vincendo né perdendo la guerra, ma che non avverta ancora la necessità di avviare negoziati diretti per porre fine al conflitto. “Non sente di doversi fermare”, ha affermato.