PERTH - Il leader dell’opposizione del Western Australia, Basil Zempilas, non si dice intimidito dalla crescita elettorale di One Nation, ma riconosce che il suo partito dovrà presto affrontare una scelta strategica delicata: collaborare con la formazione populista attraverso le preferenze elettorali o prendere nettamente le distanze.

Dopo la recente e pesante sconfitta dei liberali in South Australia, dove One Nation ha superato il partito sui voti primari, Zempilas invita alla cautela ma non al panico.

In un’intervista, ha sottolineato come ci sia ancora tempo, in vista delle elezioni del 2029, per ridefinire identità e priorità del partito, mettendo al centro valori chiari e politiche capaci di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini.

In passato, accordi di preferenze con il partito guidato da Pauline Hanson si sono rivelati controproducenti, come nel 2017, quando la scelta dell’allora premier Colin Barnett contribuì a una sconfitta elettorale significativa.

Nel suo primo anno alla guida dell’opposizione, dopo aver preso il posto di Libby Mettam, Zempilas ha cercato di posizionarsi su una linea più moderata rispetto ad alcuni colleghi federali. Pur sostenendo l’obiettivo delle emissioni zero netto entro il 2050, insiste sulla necessità di garantire energia accessibile e affidabile come priorità immediata.

La strategia del leader liberale guarda oltre le divisioni di genere, tema che negli ultimi anni ha pesato sui risultati elettorali del partito. L’attenzione si concentra piuttosto su questioni trasversali come l’accesso alla casa, la sanità e il costo della vita che Zempilas individua come pilastri della sua agenda politica. In caso di vittoria elettorale, promette un cambio di rotta nella spesa pubblica, con lo stop ai progetti considerati non essenziali e il reindirizzamento delle risorse verso servizi fondamentali. 

Nonostante le difficoltà e alcune polemiche parlamentari, Zempilas rivendica i risultati ottenuti, in particolare la pressione esercitata sul governo per rafforzare il sistema sanitario statale. Guardando al futuro, ammette che la strada verso il governo è ancora lunga, ma si dice fiducioso: la costruzione di un’alternativa credibile passerà attraverso un rilascio graduale di nuove politiche nei prossimi anni.