NEW YORK – Anthropic ha depositato la documentazione per la propria offerta pubblica iniziale (IPO) negli Stati Uniti, aprendo la strada a un debutto a Wall Street già il mese prossimo e offrendo uno sguardo dettagliato sulle dimensioni economiche, le ambizioni e i rischi della corsa globale all’intelligenza artificiale.

La società, nota per i modelli Claude, prevede di quotarsi al Nasdaq con il simbolo ANT. Goldman Sachs e Morgan Stanley guideranno il consorzio di banche incaricato dell’operazione.

L’IPO consentirebbe ad Anthropic di accedere a nuovi capitali per finanziare gli enormi investimenti necessari allo sviluppo e al funzionamento dei modelli più avanzati, che richiedono infrastrutture informatiche sempre più costose.

Il prospetto mostra però anche la rapidità con cui sono cresciute le perdite.

Nei primi sei mesi del 2026 Anthropic ha registrato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari statunitensi, circa 114,9 miliardi di dollari australiani, dovuta in larga parte all’aumento del valore contabile delle obbligazioni convertibili in azioni.

Nello stesso periodo i ricavi hanno raggiunto circa 16,3 miliardi di dollari statunitensi.

Alcuni investitori attuali e potenziali attribuiscono alla società un valore vicino a 1.500 miliardi di dollari statunitensi, in calo rispetto ai circa 2mila miliardi indicati appena una settimana prima.

A maggio Anthropic era stata valutata 965 miliardi durante un precedente round di finanziamento.

Tra i principali partner strategici figurano Amazon e Google, che hanno investito miliardi nella società e fornito parte delle infrastrutture cloud necessarie per addestrare e distribuire i modelli Claude.

Anthropic sostiene che l’AI possa trasformare l’economia mondiale con una portata superiore a quella dell’industrializzazione, dell’elettricità, dei semiconduttori e di internet.

Allo stesso tempo, il documento presentato agli investitori dedica uno spazio eccezionalmente ampio ai possibili pericoli della tecnologia.

Su 335 pagine complessive, 93 sono riservate ai fattori di rischio.

Accanto a problemi più tradizionali, come la concorrenza, la necessità di trattenere personale qualificato, la regolamentazione e l’accesso a sufficiente capacità di calcolo, Anthropic affronta scenari molto più estremi.

La società indica tra i rischi l’utilizzo dell’AI per progettare armi biologiche o condurre cyberattacchi, la manipolazione delle informazioni, la creazione di sistemi di sorveglianza autoritari e una profonda destabilizzazione economica.

Il prospetto menziona inoltre la possibilità che sistemi particolarmente avanzati manifestino comportamenti orientati alla propria conservazione, compresi tentativi di “resistere allo spegnimento”, “nascondere o manipolare informazioni” e comportamenti “simili al ricatto”.

Anthropic riconosce esplicitamente che modelli sufficientemente potenti, se sviluppati o utilizzati senza adeguate garanzie, potrebbero presentare “rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità”.

L’amministratore delegato Dario Amodei ha già chiesto al settore di rallentare la diffusione di nuove capacità quando necessario per affrontare questi pericoli.

La società ha tuttavia continuato a sviluppare i propri prodotti, lanciando il modello Opus 5.5 nel tentativo di mantenere il passo con OpenAI dopo l’introduzione di GPT-6 Astra.

La quotazione di Anthropic sarà seguita attentamente anche come possibile indicatore di quanto Wall Street sia disposta a pagare per le principali società di intelligenza artificiale.

OpenAI, principale rivale dell’azienda, ha presentato a giugno in forma riservata la documentazione per una propria IPO e potrebbe quotarsi all’inizio del 2027.

La corsa prende il via dopo il debutto record di SpaceX, che a giugno ha collocato azioni per 75 miliardi di dollari statunitensi, raggiungendo una valutazione di 1.750 miliardi.