Nel volgere d’una settimana l’Italia di Mancini ha spazzato le nuvole gravide di tempesta che si erano addensate dopo la sconfitta con il Belgio all’Olimpico.

Netta la vittoria in Turchia, insperato il pareggio in Francia, in entrambi i casi con prestazioni positive sul piano del gioco. Siamo schietti, non ci aspettavamo tanta grazia.

E qui bisogna dare atto al Ct che, dopo aver analizzato il pessimo debutto, ha modificato la formazione di partenza per otto/undicesimi (confermati Donnarumma,Tonali e Pio Esposito) ridisegnandone i reparti con uomini di maggiore tecnica individuale.

E, a dispetto del calendario, a Parigi ha inserito solo Calafiori al posto di Ruggeri e Kean in luogo dell’infortunato Raspadori. Probabile, nel ritorno con la Turchia di Montella, qualche piccolo aggiustamento.

In caso affermazione gli azzurri sarebbero matematicamente sicuri di piazzarsi al terzo posto, e quindi essere testa di serie nel sorteggio dei prossimi Europei, con la speranziella di fare un ulteriore passo in avanti in Nations League.

Guai a sbagliare strada, insomma, in un crocevia di assoluta importanza.

Con grande onestà intellettuale, Mancini ha rivisto le convinzioni di partenza dando uno scossone a ogni reparto con gli ingressi di Kayode, Fagioli, Frattesi, Sebastiano Esposito e Raspadori.

Un paragrafo particolare va dedicato a Kayode, italianissimo di Borgomanero, che ha dominato la scena sulla fascia destra ed è stato sempre minaccioso in fase d’attacco: e pensare che la Fiorentina l’aveva ceduto per 18 milioni di Brentford per colpa di Palladino che non aveva creduto in lui a differenza di Silvio Baldini.

Con Fagioli e Frattesi è migliorato, finalmente, il rendimento di Tonali. Sorprendente la posizione di Raspadori che, nel primo tempo a Bursa, ha scombussolato il quadro tattico degli avversari. Peccato l’infortunio.

Coraggioso e intraprendente Sebastiano Esposito, dotato di piedi buonissimi. In breve s’è formato un gruppo dai sentimenti condivisi.

Da evitare, a Bologna, quei 2-3 svarioni a centro area che hanno costretto Donnarumma a fare gli straordinari a Parigi, lui sì un fuoriclasse alla faccia di Luis Enrique che gli aveva preferito l’anonimo Chevalier nel Paris Saint Germain.

A proposito dei francesi. Il 25enne Olise, il migliore della nuova nazionale transalpina guidata da Zidane, papà nigeriano e mamma algerina, è nato in Inghilterra, gioca nel Bayern in Germania, non parla la lingua della Marsigliese, eppure veste la maglia della Francia.

Qualche ora prima, a Pescara, l’Under 21 di Baldini affronterà la Polonia con l’obiettivo di batterla con almeno 2 gol di scarto per superare i rivali in testa alla classifica e qualificarsi alla fase finale dell’Europeo di categoria.

Può andare bene arrivare come migliore seconda. Nell’incontro di andata gli azzurrini persero l’unico incontro del girone, fra l’altro in modo inopinato.

La squadra è buona, simile a quella che permise a Baldini di vincere le due amichevoli con la nazionale maggiore. Ne viene una giornata di assoluta importanza.