GOIANIA (BRASILE) - L’Aprilia che domina la MotoGP ormai non è più una novità. Al termine di una gara accorciata da 31 a 23 giri, a causa di problemi all’asfalto, Marco Bezzecchi ha tagliato il traguardo del Gran Premio del Brasile per primo (in 30’19”760), mettendo così a segno il quarto successo consecutivo a cavallo delle due stagioni. Non è però finita qui, perché la casa di Noale può godersi anche l’ormai ritrovato Jorge Martin (+3”231), secondo al traguardo, davanti a Fabio Di Giannantonio (+3”780).

Quest’ultimo si è preso la sua personale rivincita su Marc Marquez (+4”089), che nella Sprint di ieri lo aveva beffato nel finale. Lo spagnolo chiude in quarta posizione ed è sempre più il faro di una Ducati che arranca in questo avvio di stagione. In questo senso, non aiuta la prova di Pecco Bagnaia, scivolato a metà della corsa e apparso mai particolarmente sul pezzo per tutto il finesettimana.

Oltre al quinto posto di Ogura, nell’ordine, completano la top ten odierna Alex Marquez, Pedro Acosta, Fermin Aldeguer, Johann Zarco e Raul Fernandez. Da segnalare la costante ascesa di Aprilia e la vittoria di Bezzecchi, che testimonia anche la grande forza mentale del pilota, rimasto nelle ultime posizioni al termine della Practice del venerdì.

“Considerando dove eravamo il primo giorno, non avrei mai pensato di riuscire a vincere. Ieri sera abbiamo lavorato duramente e stamattina abbiamo fatto uno step in avanti. Poi mi ha scritto anche Valentino e mi ha caricato”, ha raccontato il pilota romagnolo.

Con questa vittoria Bezzecchi diventa il nuovo leader del campionato, a quota 56 punti: segue a meno undici il compagno di squadra, Martin. Il madrileno ha così commentato la propria performance, ringraziando anche Aprilia per il supporto: “Oggi sono stato quasi perfetto. Siamo un gran team e sono certo che, quest’anno, possiamo portare a casa buoni risultati”.

Dopo le chiazze di umido del venerdì e la voragine di ieri, anche nella giornata odierna sono emerse tutte le criticità del circuito di Goiania. A sei minuti dall’inizio della corsa, infatti, è improvvisamente arrivata ai piloti la comunicazione della riduzione dei giri.

La Race Direction ha preso questa decisione, perché la parte superiore del manto dell’asfalto avrebbe iniziato a sfaldarsi subito dopo la Moto2. I punti più critici sarebbero stati le curve 11 e 12.

La Michelin, inoltre, avrebbe sollevato dei dubbi in materia di sicurezza, per quanto concerne il degrado della gomma anteriore. A conferma di quanto detto, nel post gara, è arrivata la voce del probabile infortunio di Alex Rins. Lo spagnolo sarebbe stato colpito a un dito da una particella d’asfalto “scagliata” dalla moto che lo precedeva. Un ennesimo episodio che chiude un weekend dove se ne sono viste di tutti i colori, sul piano organizzativo. Tra una settimana, ad Austin, ci si augura di tornare alla “normalità”.