MILANO - “Per me già solo tornare sugli sci, non dico a far l’atleta, ma solo sciare, è qualcosa di speciale”. Federica Brignone continua la sua corsa contro il tempo in vista di Milano-Cortina ma gli incredibili progressi fatti dopo l’infortunio sono già una grande vittoria per la 35enne valdostana, che ancora non si sbilancia ma resta fiduciosa.
“In tutti questi mesi ho ricevuto un calore e una vicinanza incredibili. Tutti mi chiedono quando tornerò e se ce la farò per le Olimpiadi. Io a oggi non ho una risposta. Sì, penso di poterlo fare, non so ancora quando. Questi giorni mi hanno fatto capire che posso tornare a fare l’atleta e posso tornare a fare le gare, quantomeno in velocità. C’è ancora bisogno di un po’ di tempo, perché alla fine sono tornata sugli sci davvero da poco”, ricorda in un’intervista a Sky la Brignone, per la quale “l’Olimpiade è un evento sportivo magnifico, è qualcosa dove senti veramente di appartenere a una nazione e di rappresentarla. Sportivamente è un’emozione bellissima”.
Ed esserci da portabandiera lo è ancora di più. “Tutto il lavoro che ho fatto da quando mi sono fatta male l’ho fatto anche perché pensavo di poter essere una delle papabili”, rivela.
“Certo, la scelta poteva ricadere su altri, però con i miei risultati e la mia carriera penso di essermelo meritato, quindi è stata un’emozione grandiosa. Incontrare il presidente Mattarella - ricorda poi sul momento al Quirinale in cui le è stato consegnato il tricolore - è qualcosa di speciale, anche perché ti ascolta, lo vedi dai suoi occhi: è una persona umile, che ti coinvolge, anche quando viene a parlarti per scambiare anche solo tre parole, lo vedi che è attento, anche se è il Presidente della Repubblica. Questo aspetto mi ha fatto molto piacere”.
Per quanto riguarda il suo recupero, “in gigante sto bene, però è dove faccio più fatica, con i dolori. Finora ho fatto Super G e discesa, devo dire che in velocità va veramente bene. Questa è già un’ottima cosa. Se baratterei una delle mie due Coppe del Mondo per un oro olimpico? Assolutamente no, mai nella vita - ribatte - Non c’è proprio paragone. Perché la Coppa del Mondo generale vuol dire essere lo sciatore più forte del mondo in più discipline. Vuol dire fare tutte le gare e fare una stagione, o due nel mio caso, ad altissimo livello, tutti i weekend. Sì, la gara delle Olimpiadi è bella, è una grande emozione, ma è una singola gara. Quel giorno puoi spingere male e non andare a medaglia”.
“Invece - chiarisce la Brignone - vincere una Coppa del Mondo è una pressione, uno stress che dura tutta una stagione: farlo due volte, più le coppe di specialità, è un qualcosa di completamente diverso a livello sportivo”. Un argento e due bronzi a cinque cerchi, la valdostana potrebbe puntare all’oro in tre discipline ai prossimi Giochi Invernali. “Non mi interessa - replica - Se anche solo dovessi esserci sarà qualcosa di speciale. Non ci ho neanche pensato e non ci voglio pensare: una medaglia olimpica è una medaglia olimpica, la prendi e la porti a casa con gioia”.
Infine sulla scelta di far disputare le gare femminili sull’Olympia delle Tofane, chiosa: “Cortina è un posto magnifico, molto spesso al sole. Lì le gare sempre perfette, organizzate nei minimi dettagli: si merita un’Olimpiade. Mi spiace solo di non condividere le piste con gli uomini, per un fatto di atmosfera e di spirito olimpico. Per il resto sono contentissima”.