DAKAR (SENEGAL) - Il Senegal si tiene stretto la Coppa d’Africa vinta sul campo a Rabat e annuncia battaglia. A due giorni dalla decisione shock della Corte d’appello della Confederazione africana, la Federazione ha organizzato una conferenza stampa a Dakar per dire la sua.

Dopo aver letto un duro comunicato in cui si parla di “condizioni organizzative caotiche” in merito all’esame del ricorso e dell’assenza di una “decisione collegiale condivisa”, con la Fsf che ribadisce come la nazionale del Senegal sia “l’unica vincitrice della Coppa d’Africa, conquistata sul campo”, a prendere la parola è il presidente federale Abdoulaye Fall. “È una decisione ingiusta, senza precedenti e incomprensibile”, esordisce prima di ricordare tutti i problemi affrontati in Marocco in occasione della finale.

“L’hotel non era omologato e non era all’altezza della nazionale. Sono state necessarie delle proteste ufficiali per ottenerne un altro. Avete visto tutti le condizioni in cui la squadra è arrivata alla stazione di Rabat: mancava la sicurezza, hanno cercato di imporci il centro di allenamento del Marocco, cosa inaccettabile, ma ci siamo opposti e alla fine ci è stata assegnata un’altra struttura. Non abbiamo affrontato la finale in condizioni eque”.

Anche per quanto riguarda la scelta della squadra arbitrale per la finale, “ci è stato detto che non volevano rivelarne l’identità per evitare pressioni. Abbiamo scoperto solo alla vigilia che era lo stesso arbitro della partita inaugurale: non avevo mai visto un arbitro dirigere sia la prima partita che la finale. Avete visto poi com’è andata la partita: ci sono state proteste, un rigore sbagliato. Il match è finito e il Senegal ha vinto ai tempi supplementari. Abbiamo ricevuto medaglie, trofeo e premio in denaro. Per noi il caso era chiuso. In primo grado era già stata presa una decisione, dal punto di vista giuridico, il Senegal non può perdere questo titolo”.

La Federazione conferma dunque il ricorso al Tas e sarà sostenuta dal Comitato olimpico senegalese che in una nota si dice pronto a lottare “contro un’ingiustizia, contro un abuso. Tutti i giuristi ci dicono che il regolamento non è stato rispettato. Il Senegal ha un dossier molto solido e metteremo a disposizione i propri avvocati se necessario”.

E il Marocco? Nella tarda serata di ieri la Federazione ha diffuso una nota per esprimere “la propria soddisfazione e apprezzamento” per la decisione della Caf, che “rafforza il rispetto delle regole e garantisce la stabilità necessaria per il corretto svolgimento delle competizioni internazionali nel miglior modo possibile”.

“Sin dall’inizio abbiamo mantenuto una posizione ferma, insistendo sull’applicazione rigorosa delle norme regolamentari - hanno ricordato da Rabat - L’obiettivo non era mettere in discussione la prestazione sportiva, ma garantire il rispetto delle regole e l’equità della competizione. È stato riconosciuto che le norme vigenti non sono state rispettate in modo uniforme da tutte le parti e questa decisione contribuirà a chiarire i regolamenti e le procedure applicabili in casi simili e rafforzerà la credibilità e l’organizzazione del calcio africano”.

Oggi sulla questione si è pronunciato anche il neo ct Mohamed Ouahbi, per il quale “la Caf, le istituzioni e la nostra federazione hanno fatto ciò che dovevano fare. È un’ottima notizia, che fa piacere a tutti”.