ROMA - Con lo Stretto di Hormuz praticamente paralizzato e il prezzo del greggio che oscilla paurosamente tra i 90 e i 120 dollari al barile, i 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) - Italia inclusa - hanno autorizzato all’unanimità l’immissione sul mercato di 400 milioni di barili di petrolio. Si tratta della più imponente manovra di emergenza nei 52 anni di storia dell’Agenzia. 

Il Direttore Esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, ha spiegato che l’operazione mira a compensare la perdita di approvvigionamento dovuta alla chiusura del corridoio marittimo, dove i volumi di esportazione sono crollati a meno del 10% rispetto ai livelli pre-conflitto. 

“Le sfide che affrontiamo sono di portata senza precedenti”, ha dichiarato Birol. “La sicurezza energetica è il mandato fondante dell’Aie e i membri stanno dimostrando una solidarietà decisiva”, ha concluso. 

Per comprendere l’entità del danno economico, i dati del 2025 mostrano che attraverso lo Stretto transitavano mediamente 20 milioni di barili al giorno, pari al 25% del commercio mondiale via mare. 

I membri Aie detengono complessivamente 1,2 miliardi di barili di emergenza, a cui si aggiungono 600 milioni di scorte industriali. Questa è solo la sesta volta che l’agenzia ricorre a un rilascio coordinato (i casi più recenti risalgono al 2022). 

Da Washington, l’amministrazione Trump ostenta sicurezza, definendo l’impennata dei prezzi come una “interruzione temporanea”. Il Segretario degli Interni Doug Burgum ha confermato che gli Stati Uniti sono pronti a usare le riserve strategiche nazionali: “Faremo scendere i prezzi con la pace e la stabilità. Il momento perfetto per liberare le riserve è ora, per allentare la pressione mentre risolviamo il problema diplomaticamente”. 

Secondo fonti vicine alla Casa Bianca citate da Politico, il team di Trump ritiene di poter gestire l’instabilità dei mercati per tre o quattro settimane senza dover modificare la strategia militare o gli obiettivi di guerra. Per l’amministrazione, le oscillazioni (come il calo a 80 dollari dopo il picco di 120 del fine settimana) confermano che i mercati reagiscono a shock momentanei e non strutturali. 

Mentre l’Aie coordina il rilascio globale, l’Unione Europea prepara le sue contromisure. La portavoce della Commissione Ue per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha assicurato che gli Stati membri possiedono scorte sufficienti per coprire 90 giorni di fabbisogno. È prevista per domani una riunione tecnica a Bruxelles per definire le modalità di utilizzo dei depositi comunitari e coordinare l’immissione dei barili europei nella rete distributiva.