CORTINA - La medaglia della maturità. Stefania Constantini e Amos Mosaner si scrollano di dosso le ruggini e l’amarezza, mettono da parte la sconfitta con gli Usa e vanno a prendersi il bronzo nel doppio misto di curling ai Giochi Invernali di Milano-Cortina: battuta 5-3 quella Gran Bretagna contro la quale avevano perso domenica scorsa e che si è ritrovata col cerino in mano dopo aver dominato il round robin mentre i due azzurri si mettono al collo un’altra medaglia, anche se meno preziosa dell’oro conquistato quattro anni fa a Pechino.
“La cosa più difficile era cancellare quella partita, ritornare più forti per portare a casa un bronzo e credo che ci siamo riusciti alla grande - sottolinea con orgoglio il 30enne trentino tesserato per le Fiamme Oro - Una medaglia olimpica è sempre una medaglia olimpica e sarà un qualcosa di indimenticabile per questo sport. Siamo maturati, abbiamo acquisito più esperienza: se quattro anni fa avessimo perso 3-4 partite non saremmo arrivati in fondo al torneo. Ci siamo riuniti nei momenti più difficili e abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Una medaglia di bronzo alle Olimpiadi è tanta roba”.
Dopo l’eliminazione per mano degli americani, la parola d’ordine era resettare “e ieri sera è stato importante passare del tempo con i nostri cari, con le nostre famiglie, i nostri amici, abbiamo allentato un pochino la tensione, abbiamo dormito, e questa mattina abbiamo avuto un buon meeting dove ci siamo parlati, abbiamo riconosciuto ciò che è stato ma anche quello che sappiamo fare e ha funzionato”, racconta Stefania.
“Il lavoro paga, abbiamo scalato una montagna - li applaude il dt Marco Mariani - Non era così facile arrivare in semifinale, non era facile vincere una medaglia, ripartivamo da favoriti ma secondo me non lo eravamo. Qua ci aspettavano tutti ma abbiamo dimostrato di essere una grande squadra, loro sono due grandi giocatori”.
Il cui futuro è ancora da scrivere: “Ci poniamo obiettivi di quadriennio in quadriennio, ora non è ancora il momento di settare i prossimi. A fine stagione avremo sicuramente un momento per riunirci e capire come procedere”, si limita a dire Stefania. Con la quale, precisa Mosaner, “non siamo migliori amici ma abbiamo una relazione molto amichevole, siamo professionali e ci divertiamo. È una ragazza molto determinata, ha grandi qualità. È troppo lenta nel tirare - sorride - ma alla fine fa i tiri giusti e va bene così”.
Speciali le dediche. Nei pensieri della 26enne veneta delle Fiamme Oro c’è anche quella all’amica e compagna di squadra Angela Romei, la cui esclusione dalla nazionale femminile in favore della figlia del dt, Rebecca Mariani, è diventata un caso (“avrei voluto condividere quest’esperienza olimpica con lei ma la porterò nel cuore con me, lei è di supporto ed è stato bello averla a seguirmi dagli spalti”), Amos non trattiene le lacrime quando ricorda la mamma della sua fidanzata che “purtroppo è mancata lo scorso anno.
Ci teneva tantissimo a essere qua. E poi la vorrei dedicare al mio preparatore Andrea Cardona che mi è stato vicino in questi ultimi anni. È stato un periodo difficile, soprattutto gli ultimi sei mesi, e devo dire grazie a lui, mi ha fatto arrivare qua performante e pronto e non era facile”.