È un giorno storico per Nasser Al-Attiyah, che vince la Dakar 2026 nella categoria auto e conquista il sesto titolo nel rally-raid più famoso al mondo. Il successo del 55enne qatariota si aggiunge a quelli ottenuti nel 2011, 2015, 2019, 2022 e 2023, confermandolo tra i grandi di sempre della disciplina.

Al volante della Dacia, Al-Attiyah chiude con il tempo complessivo di 48h56’53”: ha vinto soltanto due delle tredici tappe, ma ha costruito il trionfo sulla continuità e sulla gestione delle due settimane di gara, limitando errori e rischi nei momenti chiave. Una carriera, la sua, fuori dal comune: nel palmarès del qatariota figura anche un bronzo olimpico nel tiro a volo, conquistato a Londra 2012 nello skeet.

Alle sue spalle si piazza lo spagnolo Nani Roma su Ford, staccato di 9’42”, mentre il terzo gradino del podio è dello svedese Mattias Ekstroem (Ford, +14’33”), vincitore anche dell’ultima frazione disputata a Yanbu su un tracciato di 105 km. Ai piedi del podio chiudono il francese Sébastien Loeb (Dacia) e il sudafricano Henk Lategan.

Finale da brividi anche nelle moto, dove arriva un successo a sorpresa: l’argentino Luciano Benavides (KTM) trionfa sullo statunitense Ricky Brabec (Honda) per appena due secondi, rimontando lo svantaggio di 3’20” accumulato dopo la penultima tappa. Benavides completa la Dakar 2026 con il crono totale di 49h00’41”, davanti a Brabec, mentre il terzo posto va allo spagnolo Tosha Schareina (Honda, +25’12”).

La svolta decisiva arriva nell’ultima giornata: un errore di navigazione di Brabec spalanca la porta al clamoroso recupero di Benavides sui 105 km di Yanbu. I due secondi finali su un tempo vicino alle 50 ore rappresentano il distacco più basso di sempre nella classifica conclusiva della Dakar. La tredicesima e ultima tappa va allo spagnolo Edgar Canet (KTM) in 49’03”, con Benavides secondo a 6” e Schareina terzo a 47”.