Con la scomparsa di Domenico Morizzi la comunità italiana d’Australia si è impoverita. Nei 44 anni di lavoro in questo giornale, Domenico ha contribuito a tenere informati i connazionali sulla vita italiana e li ha aiutati a inserirsi nella comunità fornendo le informazioni di cui avevano bisogno, che a quei tempi non venivano date da altre fonti e i suoi consigli erano molto apprezzati per l’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro.

Morizzi per lunghi anni ha costituito il simbolo de La Fiamma condividendo la maggior parte della sua vita con il giornale, come osservatore dell’evoluzione della nostra comunità. Per la sua lunga esperienza e la sua professionalità a lui facevano riferimento i colleghi, a molti dei quali ha insegnato il mestiere di giornalista e quello di impaginatore.

Nato a Oppido Mamertina (Reggio Calabria) il 29 maggio del 1933, primo di sei figli di Carmelo Morizzi e Immacolata Corsaro, Domenico ha frequentato le scuole elementari e medie del suo paese natale e il Ginnasio e Liceo a Palmi, dove nel 1954 ha conseguito il diploma di Maturità Classica. Nel gennaio 1956 è emigrato con la sua famiglia in Australia, dove per due anni ha lavorato a Newtown in una fabbrica di occhiali.

Assunto a La Fiamma dall’allora direttore Evasio Costanzo il 1° aprile del 1958, dopo soli due anni di residenza in Australia, Morizzi con la collaborazione del vicedirettore Davino Zadro ha svolto inizialmente l’attività di giornalista dedicandosi alle cronache locali e successivamente è diventato redattore con le mansioni di curare l’impaginazione e la sistemazione delle pagine, sostituendo poi i colleghi della politica e dello sport nelle loro assenze.

Con l’avvento della nuova proprietà nel 1978 ha assunto la carica di responsabile del settore produzione, in cui di volta in volta ha imparato e insegnato i segreti di un’arte e di una tecnologia in continuo cambiamento.

Dopo 11 anni di lavoro a La Fiamma e 13 anni d’Australia ha fatto una vacanza in Italia e, al suo paese d’origine, ha conosciuto Letizia con cui si è fidanzato e sposato, prima di ritornare a Sydney. Un matrimonio davvero felice, allietato poi dalla nascita di due figli: Carmelo, ora ottimamente sistemato nel lavoro, e Tina laureata e sposata con due figli.

Poco amante delle luci della ribalta, Domenico ha svolto il suo lavoro in silenzio, pago di far contenti tutti coloro che si rivolgevano a lui, con i quali sapeva immediatamente instaurare un cordiale rapporto d’amicizia, lo stesso rapporto che ha saputo creare con i colleghi di lunga data e con i più giovani, entrati a far parte della redazione de La Fiamma.

Nello scrigno dei ricordi porta le importanti battaglie condotte nel giornale e di cui con il collega Giulio Montagna è stato un ardente promotore, prima fra tutte quella per la trasferibilità della pensione australiana per gli immigrati italiani che ritornano in patria. Ma il merito principale di Morizzi è stato quello della sua fedeltà alla testata de La Fiamma, per cui era stato personalmente ringraziato dal direttore generale Ubaldo Larobina nel giorno del suo ritiro dalla vita lavorativa. Un ringraziamento Domenico lo merita anche dalla comunità italiana che, attraverso il giornale, ha servito con grande impegno.

Anche il governo australiano ha riconosciuto i suoi meriti conferendogli, nel 1982, l’onorificenza dell’OAM (Medal of Order of Australia) con la motivazione di una dedizione professionale straordinaria nel campo dell’informazione e per i servizi resi alla comunità italiana e australiana attraverso il giornale La Fiamma. Nel 1988 ha conseguito all’Università del NSW il diploma di Traduttore ed Interprete (Level III). Nel 2003 il Comune di Oppido Mamertina gli ha conferito il Premium Mamertion per aver onorato all’estero il nome del proprio Paese d’origine.

Domenico Morizzi era uno spirito creativo e determinato, d’indole appassionata, sempre cordiale e dotato della naturale disposizione a trattare con i dipendenti dell’ufficio composizione del giornale, aiutandoli a superare le difficoltà che si presentavano a ogni edizione.