PECHINO (Cina) - Rischia di essere una di quelle “bombe” pronte a deflagrare nell’imminenza dei Giochi Olimpici di Parigi 2024. Secondo il canale tedesco ARD, 23 dei migliori nuotatori cinesi sono risultati positivi prima delle Olimpiadi di Tokyo senza che l’agenzia antidoping di Pechino si preoccupasse di fermarli, tanto che alcuni hanno potuto partecipare alla rassegna giapponese a cinque cerchi e vincere titoli e medaglie. 

L’ARD spiega di aver ricevuto i documenti, ribattezzati “China files”, da un rapporto di indagine dell’Agenzia nazionale antidoping cinese (Chinada) riguardante una competizione del gennaio 2021 a Shijiazhuang. Il rapporto, redatto dal ministero cinese della Pubblica sicurezza, suggerisce il sospetto di un occultamento di campioni di doping positivi alla trimetazidina (modulatori ormonali e metabolici già noti nel caso Kamilia Valieva) in 23 atleti.

Tra questi nuotatori ci sarebbero la campionessa olimpica dei 200 metri farfalla Zhang Yufei, l’olimpionico dei 200 misti Wang Shun e il ranista Qin Haiyang, campione mondiale dei 50, 100 e 200 lo scorso anno, mentre 13 dei 23 atleti positivi hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo dove la Cina ha vinto 6 medaglie.

Sempre secondo l’ARD, la Cina ha giustificato questi casi di doping nel suo report indicandone la causa nella contaminazione del cibo preparato per tutti gli atleti nella cucina dell’hotel a Shijiazhuang. Nel rapporto si legge inoltre che gli investigatori hanno ispezionato la cucina due mesi dopo e hanno trovato tracce di trimetazidina nella cappa aspirante, sui contenitori delle spezie e nello scarico.