LIVIGNO - Ci ha insegnato a guardare la neve con occhi diversi, a emozionarci per salti e rotazioni sospese nel vuoto, a scoprire uno sport che per anni è sembrato lontano dalla nostra tradizione. Flora Tabanelli è tutto questo. E ora è anche la prima medagliata olimpica italiana nello sci freestyle.
A Milano-Cortina 2026, davanti al pubblico di casa, la diciottenne azzurra ha conquistato una straordinaria medaglia di bronzo nel Big Air, scrivendo una pagina indelebile nella storia degli sport invernali italiani. Un risultato che vale doppio se si considera il percorso che l’ha portata fin lì: tre mesi fa un grave infortunio al ginocchio, il crociato rotto, un’articolazione instabile, una riabilitazione durissima senza passare dalla sala operatoria pur di non rinunciare ai Giochi di casa.
Profeta in patria, come in una favola moderna che richiama quella di Federica Brignone, con cui ha condiviso parte del recupero al J-Medical. Tabanelli si è presentata a Livigno senza aver disputato gare stagionali nel massimo circuito internazionale, ma con il talento e la determinazione di chi non vuole rimandare l’appuntamento con la storia.
Lo sci freestyle, disciplina che assegna il maggior numero di titoli olimpici (quindici in questa edizione), non aveva mai regalato all’Italia una medaglia a cinque cerchi. Per anni siamo stati comparse, oggi ci sediamo al tavolo delle grandi. E lo facciamo grazie a una ragazza che a novembre, dopo una caduta in allenamento a Stubai, rischiava addirittura di non esserci.
La finale è stata un concentrato di tensione e spettacolo. Prima il ritardo di 75 minuti per una tormenta di neve che aveva fatto temere la cancellazione della gara, poi condizioni difficili che hanno messo alla prova nervi e tecnica. Flora non ha tremato.
Nel primo salto ha piazzato un solido double cork 1440 valutato 90.00. Nella seconda run ha scelto un atterraggio in switch in chiusura del trick (x-I-D-10-Mu), ottenendo 84.00. Ma è nella terza prova che ha deciso di giocarsi tutto: un magnifico double cork 1620, quattro rotazioni e mezzo con grab pulitissimo, premiato con 94.25. È stato il colpo che le ha spalancato le porte del podio.
Il punteggio complessivo di 178.25 le è valso il terzo posto. La terza run ha sostituito la prima, essendo salti della stessa famiglia, come da regolamento, consentendole di superare la britannica Kirsty Muir, poi quarta con 174.75. Un sorpasso decisivo, costruito con coraggio e lucidità.
Davanti a tutte la canadese Megan Oldham, oro con 180.75 (91.75+89.00) dopo il bronzo nello slopestyle. Argento per la cinese Ailing Eileen Gu, icona mondiale della disciplina, con 179.00. La svizzera Mathilde Gremaud, campionessa olimpica di slopestyle, è rimasta fuori per una caduta in allenamento.
Buona anche la prova di Maria Gasslitter, nona con 159.25 alla sua prima stagione di Coppa del Mondo.
Ma la notte di Livigno è tutta di Flora Tabanelli: campionessa del mondo, vincitrice della Coppa del Mondo e ora prima medagliata olimpica italiana nel Big Air. Un bronzo che sa di oro per tutto il movimento azzurro.