MILANO - La 30esima medaglia dell’Italia, nelle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, arriva dal pattinaggio di velocità ed è la quinta per questa disciplina, vero e autentico motore dei Giochi: tre medaglie d’oro e due di bronzo, in un’edizione storica.
Ce la regala Andrea Giovannini, già protagonista nell’inseguimento a squadre maschile con un grande contributo e quell’esultanza con la “Night Night” davanti ai rivali statunitensi, che quest’oggi è arrivato terzo nella prova regina del pattinaggio di velocità maschile.
Il 32enne di Trento era stato perfetto nella semifinale, concedendosi anche di risparmiare qualche energia per poi sprintare in quarta posizione, e si è ripetuto in una finale scandita da un errore tattico del gruppo.
La fuga in avvio dell’olandese Jorrit Bergsma, oro a 40 anni, e del danese Viktor Hald Thorup (argento) non è stata chiusa dal plotone, che si è presto dovuto rassegnare a sprintare per il bronzo dopo aver commesso un serio errore tattico.
Giovannini partiva dalla quinta posizione dell’ultimo giro, ma è stato autore di un tempo strepitoso: 23”1 per sconfiggere tutti e strappare la medaglia di bronzo nientemeno che a Jordan Stolz, doppio oro a Milano-Cortina e grande favorito (sulla carta) per la vittoria.
L’Italia è salita così a dieci medaglie d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo, e Giovannini non ha nascosto la sua soddisfazione: “Sono orgoglioso di aver centrato la 30esima medaglia, sembrava un’utopia arrivarci, ma ci siamo riusciti e usciamo con orgoglio da un’Olimpiade indimenticabile. Al pattinaggio di velocità questi Giochi lasciano tantissime emozioni, speriamo che ora arrivi anche una pista al coperto - ride - Questo è un bronzo che vale oro, ho fatto un ultimo giro in 23”1 che credo sia il miglior tempo di sempre in Europa, ho battuto Jordan Stolz in volata ed era il favorito. Posso dirmi soddisfatto, anche se ovviamente per come si è sviluppata la gara avrei sperato in qualcosa in più”. Da Giovannini un grazie al dt Marchetto e alla moglie, che lo hanno spinto ad andare avanti dopo la delusione di Pechino: “Ho chiuso un cerchio”.