MELBOURNE – Lewis Hamilton riaccende il sogno mondiale. Alla vigilia del via del Mondiale di Formula 1 in Australia, il pilota britannico suona la carica e rilancia le ambizioni della Ferrari.

“L’anno scorso il mio obiettivo era vincere il titolo con la Rossa, non ci sono riuscito. Ma questo non significa che non possa farcela”, assicura il sette volte iridato.

A 41 anni e alla ventesima stagione in F1, Hamilton parla di un approccio diverso: meno pressione e più entusiasmo.

“Quando ti lasci schiacciare dalle aspettative perdi anche il divertimento. Alla presentazione della nuova monoposto mi sono sentito come un bambino”.

Il legame con Maranello è forte: “Solo due persone al mondo guidano una Ferrari in F1, e io sono una di loro. È una responsabilità enorme, ma anche un privilegio”.

E sui tifosi: “In Italia la Ferrari è una religione, viene amata come il Papa. Nei momenti belli e in quelli difficili sentiamo sempre il loro sostegno”.

Nessuna rivalità interna con Charles Leclerc: “Vogliamo vincere entrambi, ma prima viene la squadra”.

Hamilton sottolinea anche il suo contributo tecnico: “Sulla vettura 2026 c’è parte del mio Dna. È un progetto su cui lavoro da mesi con ingegneri e simulatore”.

Dai test, ammette, è difficile trarre indicazioni: “Tutti si sono nascosti. Ma una cosa è certa: dopo le difficoltà dell’anno scorso siamo più forti. Questa Ferrari ha tutto per lottare per il Mondiale. Ora dobbiamo dimostrarlo in pista”.