“Guai a sottovalutare la percezione del rischio”, chiosava Max Allegri dopo la sconfitta del suo Milan nella prima di campionato con la Cremonese. Niente di più corretto: la storia dello sport è ricca di aneddotica sulle vittorie di Davide che con una fionda uccide il gigante Golia. E allora, sodali di Gattuso che avete gioito alla sconfitta del Galles, se volete arrivare al Mondiale, abbiate il massimo rispetto della Bosnia – Erzegovina a dispetto di ranking e precedenti. Per la classifica della Fifa (Italia 12esima, Bosnia 69esima) non c ‘è confronto. E anche gli incroci sono favorevoli agli azzurri: 4 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta in un’amichevole disputata nella martoriata Sarajevo degli Anni Novanta.
Ma non si tratta di un avversario disposto a immolarsi specie dopo la festa anticipata di Dimarco e compagni. Altrimenti non avrebbe fatto fuori il Galles che ha schierato ben 10 protagonisti della Premier League contro i 2, tanto per intenderci dell’Irlanda del Nord. Nel suo girone è finita dietro l’Austria dopo aver sconfitto la Romania in casa e fuori.
Quattro i giocatori di peso: innanzi tutto il portiere Vasilj, formidabile sui rigori, in carriera ne ha parati 9 su 30, in pratica 1 su 3. Al centro della difesa il difensore del Sassuolo Muharemovic, in procinto di prendere il posto di Bastoni (destinato al Barcellona per 70-75 milioni) nell’Inter. In avanti un 18enne, l’ambidestro Alajbegovic, un predestinato, di proprietà del Bayer Leverkusen, e il 40enne Dzeko. Attenzione poi al fortino della Bosnia, lo Stadion Bolino Polje di Zenica che contiene appena 8mila spettatori e che al momento è ricoperto di neve. Con tanto di vista dalle finestre degli edifici vicini. Quasi un calcio d’altri tempi.
Ecco i motivi per cui l’Italia dovrà affrontare quest’ultimo ostacolo con la massima attenzione cercando di imporre l’acclarata superiorità tecnica, come è successo solo nella ripresa con l’Irlanda del Nord. Gattuso ne è perfettamente consapevole. E infatti ha chiesto ai suoi di avere il massimo rispetto degli avversari e di non appiattirsi nella propria metà campo. Con tanto di richiamo a Locatelli. Una cosa è certa. Se vogliamo battere la Bosnia, dobbiamo giocare velocemente in profondità, evitando i banali passaggi in orizzontale che fanno solo la fortuna di chi si difende. A differenza del passato abbiamo risorse importanti in fase offensiva per la presenza di Dimarco e Politano sulle fasce, Kean ed Esposito in avanti. In mezzo al campo, invece, c’è solo un giocatore di qualità: Tonali. E di questo spesso risente la manovra. Che stia in salute. La formazione iniziale dovrebbe essere simile a quella della precedente partita: a lavori in corso probabili gli inserimenti di Cristante ed Esposito al posto di Barella e Retegui. C’è poi Gatti pronto a sostituire Bastoni, non al meglio.
Questa è l’Italia che è la peggiore nemica di sé stessa per mancanza di autostima ed eccesso di paura. Ma è sempre l’Italia che al Mondiale non può restare fuori per la terza volta.