MELBOURNE - Il senatore Raff Ciccone, presidente della commissione Intelligence e Sicurezza nazionale, non nasconde la complessità del momento che l’Australia sta attraversando: “È stato un periodo molto intenso”, ammette, ripercorrendo i mesi successivi all’attacco di Bondi dello scorso dicembre, evento che ha scosso il Paese e aperto interrogativi sulla sicurezza interna.
Ciccone, ospite del programma Viva L’Italia, presentato da Tony Tardio sulle frequenze di Rete Italia, respinge l’idea di un fallimento dell’intelligence: “Le nostre agenzie lavorano ogni giorno per prevenire attacchi. Molti vengono sventati, anche se non possiamo divulgarne i dettagli”.
Il riferimento è anche alla Commissione reale che sta per avviare i propri lavori e alla revisione indipendente guidata da Dennis Richardson. L’obiettivo, spiega, è individuare eventuali lacune e intervenire rapidamente.
Il tema della radicalizzazione, alimentata spesso dall’ecosistema digitale, è centrale: “Non sappiamo sempre chi si nasconde dietro una tastiera: persone reali o attori stranieri che usano la rete per diffondere odio e disinformazione”.
Il governo, sottolinea, ha già introdotto restrizioni su alcune piattaforme utilizzate per attività criminali, come Telegram, pur consapevole che la chiusura di un canale può spingere i gruppi estremisti a cercarne altri.
Non meno delicato è il clima sociale, segnato da tensioni e accuse di antisemitismo. Ciccone racconta il confronto costante con la comunità ebraica, soprattutto dopo il 7 ottobre: “Molti non riescono a capire come si possa odiare qualcuno solo per la sua religione”. Le proteste pro-Palestina, osserva, si sono ridotte, ma restano frange che “usano l’antisionismo come maschera per l’odio”.
Sul fronte economico, il senatore difende l’operato del Tesoro guidato da Jim Chalmers. L’aumento dei tassi di interesse, sostiene, è legato anche alla ripresa della domanda privata: “Ora il governo deve rivedere la spesa pubblica per evitare ulteriori pressioni”, aggiunge rivendicando inoltre la riduzione del debito accumulato negli anni precedenti, pur riconoscendo le difficoltà di famiglie e mutuatari.
Capitolo a parte la corruzione, tema che accende il dibattito in Victoria: “Non c’è spazio per la corruzione in nessun settore”, afferma con fermezza, ricordando la nomina di un amministratore federale per vigilare sul sindacato CFMEU. Tuttavia, precisa che eventuali inchieste su progetti statali spettano al governo locale.
Infine, uno sguardo alla politica nazionale. Ciccone riconosce l’importanza di un’opposizione solida nel sistema Westminster, ma osserva le tensioni interne alla Coalizione: “Quando gli estremi prendono il sopravvento, è un rischio per tutti”.
L’Australia, conclude, deve restare fedele alla propria tradizione di governi centristi e pragmatici: “Alla fine, sono i cittadini a decidere la rotta. E hanno quasi sempre ragione”.