Questo è il dato più eclatante che scaturisce dal pareggio di Firenze, dove la squadra nerazzurra non ha sfruttato l’immediato vantaggio fino a subire la reazione veemente dei viola e il conseguente pareggio. Evidente la crisi di gioco e di risultati che già aveva fatto capolino nelle ultime giornate, a cominciare dall’ennesimo derby perso. L’assenza di Martinez, capitano, goleador, punto di riferimento, si è sommata al mediocre rendimento di Calhanoglu, spesso al box per infortunio. Ma va sottolineata anche la prova della Fiorentina che, dopo lo sbandamento iniziale, ha disputato una gara coraggiosa, ricca di temperamento, condita anche da buoni spunti tecnici. Fondamentale l’intervento del portiere De Gea sul tiro angolato di Esposito a tempo scaduto: altrimenti sarebbe stata beffa vera e propria.

Si è accesso inevitabilmente l’inseguimento a fari spenti di Milan e Napoli, entrambe vittoriose, l’una al Meazza sul Torino, l’altra a Cagliari. In pubblico Allegri e Conte parlano solo di qualificazione alla Champions, in realtà guardano con avidità la distanza dalla vetta che si assottiglia di giornata in giornata per la crisi della capolista. Se le fortune dei rossoneri sono legate a Rabiot e Modric, le ambizioni dei partenopei sono in netto rialzo con il recupero di tutti i titolari infortunati. A proposito del centrocampista francese, c’è da domandarsi per quali motivi la Juve, invece di confermarlo, ha speso oltre 60 milioni per acquistare Koopmeiners. Per Allegri, Rabiot è il valore aggiunto del Milan che sa anche di amuleto.

Il Como ha onorato con una sonora affermazione sul Pisa la scomparsa di Michael Bambang Hartomo, uno dei due fratelli plurimiliardari proprietari del club. Altro che provinciale di lusso. Ci troviamo di fronte a un club ricco e organizzato, giustamente considerato il Leicester d’Italia, in grado di lasciarsi alle spalle la Juventus, bloccata sul pari dal Sassuolo, e la Roma, vittoriosa sul Lecce. La banda di Fabregas, maestro di calcio, duro il giusto, non sta tradendo le attese con tanti ragazzi sotto i 23 anni. E i dati sono eloquenti: secondo miglior attacco, migliore difesa. In riva al lago il presente si specchia sul futuro.

Per Spalletti e Gasperini sarebbe un fallimento restare fuori dalla Grande Europa e perdere la dote iniziale di almeno 40 milioni. Il discorso riguarda in particolare l’ex ct della Nazionale che, oltre a convivere con i passati errori di mercato della Signora, non sa a che santo votarsi sui rigori. Falliti incredibilmente gli ultimi tre, l’ultimo con Locatelli. Ma se la Roma, dopo la tormentata eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna, s’è riscattata con il Lecce, la Juventus ha smesso di giocare dopo lo splendido gol di Yildiz senza cercare il raddoppio e ha pagato a caro prezzo questa paradossale sonnolenza. E Spalletti ad allargare le braccia per la pochezza di alcuni sodali.