GINEVRA - I colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti riprenderanno lunedì prossimo a Vienna, dopo quelli che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito tra i più seri mai avuti tra le due parti.

A fare da mediatore è l’Oman, che ha parlato di “progressi rilevanti” nei negoziati svoltisi a Ginevra.

“Abbiamo avviato discussioni serie sulla revoca delle sanzioni e sulla questione nucleare - ha dichiarato Araghchi alla televisione di Stato iraniana -. I colloqui tecnici inizieranno lunedì a Vienna. Entrambe le parti devono consultarsi con le rispettive capitali”. Vienna, sede dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), sarà dunque il prossimo teatro del confronto.

Il ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi ha confermato che le parti hanno scambiato “idee creative e positive”. Non sono arrivati commenti immediati da parte di funzionari statunitensi.

Il presidente Donald Trump spinge per un accordo che limiti in modo stringente il programma nucleare iraniano, ritenendo questo un momento favorevole mentre Teheran affronta tensioni interne dopo le proteste di gennaio. L’Iran, dal canto suo, insiste sul diritto all’arricchimento dell’uranio e sostiene che il programma abbia finalità pacifiche.

La questione resta delicata dopo gli attacchi ordinati da Trump nel giugno 2025 contro tre siti nucleari iraniani, nell’ambito di un conflitto di dodici giorni con Israele. Teheran ha avvertito che un nuovo attacco americano renderebbe legittimi obiettivi tutte le basi USA in Medio Oriente, mettendo a rischio migliaia di militari.

Secondo Washington, prima degli attacchi l’Iran aveva arricchito uranio fino al 60 per cento, vicino al livello del 90 per cento necessario per uso militare. Le agenzie di intelligence statunitensi ritengono che Teheran non abbia riavviato un programma per l’arma nucleare, ma abbia compiuto attività che la avvicinerebbero a tale capacità.

Nel frattempo, a Washington i leader democratici hanno annunciato un voto su una proposta di legge che imporrebbe al presidente di interrompere qualsiasi azione militare contro l’Iran senza autorizzazione del Congresso.

L’Oman continua a svolgere un ruolo chiave nel dialogo tra Araghchi e l’inviato speciale americano Steve Witkoff, affiancato da Jared Kushner. Resta da vedere se i colloqui di Vienna potranno tradursi in un’intesa capace di ridurre le tensioni e scongiurare una nuova escalation regionale.