KONYA (TUR) – È una giornata che entra nella storia del ciclismo su pista azzurro. L’Italia conquista una straordinaria medaglia di bronzo nella velocità a squadre agli Europei di Konya, in Turchia, centrando un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.
Il podio è il frutto di un percorso costruito con pazienza e continuità, con l’obiettivo dichiarato di arrivare competitivi a Los Angeles 2028. Il traguardo, però, è arrivato in anticipo, certificando la crescita di un movimento praticamente inesistente fino a poco tempo fa e rifondato sotto la guida tecnica di Ivan Quaranta, capace di valorizzare una nuova generazione di velocisti.
Stefano Minuta, Matteo Bianchi e Mattia Predomo sono stati protagonisti di una gara in costante progresso. Turno dopo turno, a colpi di record italiani, il terzetto azzurro ha alzato l’asticella fino a conquistare il bronzo nella finale per il terzo posto con il tempo di 42.285, battendo la Repubblica Ceca per pochi centesimi.
Le condizioni di gara hanno offerto uno scenario particolare, con l’Olanda clamorosamente fuori dalla zona medaglie, evento raro nella disciplina. L’Italia, però, ha saputo sfruttare al meglio l’occasione, mostrando solidità, lucidità e una maturità tecnica che guarda con fiducia al futuro.
Già a Parigi la qualificazione olimpica era stata solo sfiorata; ora, in prospettiva Los Angeles, i dubbi sono ridotti al minimo e l’orizzonte degli obiettivi si alza ulteriormente.
La medaglia d’oro è andata alla Francia, capace di imporsi nella finale con il tempo di 41.789, beffando la Gran Bretagna per appena sei millesimi al termine di una sfida di altissimo livello. Per l’Italia, però, il bronzo di Konya vale come una vittoria: la conferma definitiva che la velocità a squadre azzurra è entrata tra le grandi d’Europa.