MELBOURNE - Jacinta Allan dovrà affrontare un voto di sfiducia al Parlamento del Victoria, mentre l’opposizione cerca di trasformare il calo nei sondaggi e le tensioni interne al Partito laburista in un attacco diretto alla premier.
La settimana scorsa la leader dei liberali, Jess Wilson, ha annunciato che presenterà alla Camera bassa la mozione con cui la Coalizione intende chiedere la sfiducia nei confronti di Allan e dei suoi ministri. In base alle regole del Victoria, una sola mozione di no confidence può essere proposta in ogni legislatura quadriennale. Se approvata, potrebbe portare allo scioglimento anticipato delle Camere, mesi prima delle elezioni statali fissate per il 28 novembre.
Wilson ha affermato che il governo deve rispondere di una serie di fallimenti: criminalità a livelli record, debito netto in forte crescita, ritardi e aumenti dei costi nei grandi progetti pubblici, oltre al fiasco dei Giochi del Commonwealth del 2026. Wilson ha affermato che Allan ha deluso i cittadini del Victoria, citando l’aumento della criminalità, un tasso di disoccupazione stabilmente superiore alla media nazionale, previsioni di debito netto pari a 200 miliardi di dollari e presunti episodi di corruzione nei principali progetti infrastrutturali dello Stato.
“Il Victoria ha bisogno di una nuova fase e questo comincia con un cambio di governo e un cambio di premier”, ha dichiarato.“È arrivato il momento di un nuovo governo, con le giuste priorità e un piano chiaro per ottenere risultati per i cittadini del Victoria”.“Il mio team formato da liberali e nazionali ha un piano per alleviare il costo della vita, far crescere l’economia, porre fine alla crisi della criminalità e restituire speranza e prosperità al Victoria”.
In base alla Costituzione del Victoria, una mozione di sfiducia può essere presentata una sola volta nel corso di ogni legislatura parlamentare. Se approvata, la mozione comporterebbe lo scioglimento della Legislative Assembly e la convocazione di elezioni anticipate.
L’ultima mozione di sfiducia presentata dall’opposizione risale all’ottobre 2020 contro l’allora premier Daniel Andrews.
L’iniziativa arrivò in seguito alle dimissioni improvvise dell’ex alto funzionario pubblico Chris Eccles, legate alle prove fornite all’inchiesta sul programma di quarantena alberghiera, e alle crescenti pressioni dell’opinione pubblica sulla gestione governativa della pandemia.
La mozione non potrà essere discussa né votata prima del 28 luglio, quando il Parlamento farà ritorno dopo sei settimane di pausa. Sul piano numerico, però, l’iniziativa è destinata a fallire: il Partito laburista gode di una larga maggioranza alla Camera bassa.
Allan si presenta a questo passaggio dopo giorni di pressione politica. I sondaggi mostrano il Partito laburista in grande difficoltà e nelle scorse settimane si era parlato di una possibile sfida interna alla leadership. Ma il cambio al vertice non si è concretizzato nella riunione del gruppo parlamentare laburista di martedì. La spinta si era già fermata lunedì scorso, quando il vicepremier Ben Carroll, indicato come il principale possibile rivale di Allan, aveva escluso una candidatura.
Quella riunione era ritenuta l’ultima occasione, almeno per sei settimane, per sostituire la premier, salvo convocazione straordinaria durante la pausa invernale.
L’ultimo sondaggio Victorian Resolve poll condotto per The Age ha mostrato il Partito laburista al 26% nel voto primario, alla pari con la Coalizione guidata da Wilson. One Nation è invece salita di tre punti al 24%, confermando la crescente frammentazione del voto.
Per Allan, la sfiducia non è una minaccia aritmetica. È un messaggio politico: la Coalizione vuole inchiodarla ai dossier più deboli del governo prima che la campagna elettorale entri nella fase decisiva.