JUVENTUS-GENOA 2-0
JUVENTUS (4-2-3-1): Perin 6 (1’ st Di Gregorio 7.5); Kalulu 7, Bremer 5.5, Kelly 6, Cambiaso 6 (38’ st Holm sv); Locatelli 6, Thuram 6.5; Conceicao 6.5 (38’ st Miretti sv), McKennie 7, Yildiz 6.5 (45’ st Boga sv); David 6 (22’ st Milik 6). All. Spalletti 6.5
GENOA (3-4-2-1): Bijlow 6; Marcandalli 6, Ostigard 6, Vasquez 5.5;
Ellertsson 6, Frendrup 6 (38’ st Ekhator sv), Malinovskyi 5.5 (21’ st Masini 5.5), Martin 5.5; Messias 5 (7’ st Baldanzi 6.5), Vitinha 6; Colombo 5 (21’ st Ekuban 6). All. De Rossi 6
ARBITRO: Massa di Imperia 6
RETI: 4’ pt Bremer, 17’ pt McKennie
NOTE: ammoniti Locatelli, McKennie, Frendrup, Bremer, Thuram; angoli 5-5; recupero 2’ e 5’
TORINO - La Juventus batte 2-0 il Genoa all’Allianz Stadium. Il primo incrocio sulla panchina tra Spalletti e De Rossi è senza storia per un’ora di gioco con i gol lampo di Bremer e McKennie che regalano ai bianconeri una tranquillità turbata solo da un calcio di rigore di Martin parato da Di Gregorio. Lo Stadium si conferma così un fortino. Solo il Napoli (0) ha perso meno gare della Juventus (1) tra le mura amiche in questo campionato. Solo l’Inter (44) invece ha segnato più reti dei bianconeri (32) nelle gare interne.
Pronti, via e gli uomini di Spalletti indirizzano il match. Al 4’, dopo una serie di colpi di testa, è Bremer a uscire vincitore in area con un’incornata che beffa Bijlow con la complicità di una deviazione di Vasquez. Al 17’ il 2-0 arriva in ripartenza: McKennie innesca Conceicao e va a riprendersi il pallone a centro area realizzando col destro un rigore in movimento.Al 43’ la Juve costruisce anche la grande chance del 3-0: Conceicao crossa al centro, Yildiz serve a McKennie una palla solo da appoggiare in rete, ma lo statunitense calcia alto.
Il jolly bianconero si divora un gol anche a inizio ripresa, su invito di Thuram. Poi è David a sfiorare il tris con una girata di destro che si stampa sul palo. Al di là degli errori sotto porta e del cambio obbligato all’intervallo di Perin (fastidio al polpaccio) con Di Gregorio, la Juve gioca per un’ora di gioco su uno spartito senza note stonate. Poi l’ingresso di Baldanzi spezza qualche equilibrio. Il Genoa acquista energia e prende in mano le redini del gioco con più continuità. L’eroe però è Di Gregorio che in 60”, al 75’, neutralizza il rigore di Martin (per un fallo di Bremer indicato inizialmente fuori area dall’arbitro Massa, poi richiamato dal Var) e si ripete su un tiro a botta sicura dello spagnolo. Superato lo spavento, la Juve torna a gestire il possesso. Merito anche di Milik, in campo dal 67’ al posto di David. È rimasto in panchina invece Vlahovic, apparso non al meglio dopo il riscaldamento.
“Difficoltà dopo la pausa? La sosta l’ha avuta anche la Juventus, che ha più nazionali di noi. Abbiamo avuto giorni sufficienti per preparare la gara. Avevamo preparato una partita molto più aggressiva per rubare qualche palla e spezzare il ritmo”. Lo ha detto il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi. “Ho chiesto pazienza nell’impostare il gioco per tirare fuori Locatelli - ha analizzato -. Dovevamo per forza togliere loro ritmo, ma non avevamo preparato la partita con quella poca aggressività. Sapevamo che ci avrebbero messo a giocare in blocco basso, ma avremmo dovuto forzare delle risalite. Poi la differenza l’ha fatta anche la loro qualità. Nel secondo tempo ho visto cose migliori”. L’ingresso di Baldanzi ha cambiato la partita: “Alla Juve dai fastidio se ogni tanto levi loro il ritmo. I giocatori bianconeri sono più forti con la palla che senza. Tommaso è entrato in modo energico e la palla non gli è mai scottata”, ha spiegato il tecnico rossoblù.