Mentre l’America Latina è stata uno dei due poli dominanti del calcio mondiale (accanto all’Europa), l’Asia ha svolto un ruolo più marginale ma in progressivo miglioramento.
Il bilancio dell’America Latina è straordinario: Paesi come il Brasile, l'Argentina e l'Uruguay hanno vinto complessivamente più Coppe del Mondo. Il Brasile detiene da solo il record con cinque titoli, mentre l’Argentina ne ha vinti tre (l’ultimo nel 2022) e l’Uruguay due.
Il risultato dell’Uruguay è particolarmente notevole se si considera la sua piccola popolazione, di circa 3,5 milioni di abitanti, che lo rende uno dei Paesi più vincenti al mondo in rapporto alla popolazione.
Le squadre latinoamericane hanno inoltre raggiunto frequentemente finali e semifinali, dando vita ad alcuni dei momenti e dei giocatori più iconici della storia del calcio (chi non si ricorda di Pelé?). Lo stile della regione — caratterizzato da abilità tecnica, creatività e spirito offensivo — ha esercitato un’influenza globale.
Anche al di là delle potenze tradizionali, Paesi come il Cile, la Colombia e il Messico hanno regolarmente raggiunto le fasi a eliminazione diretta, a dimostrazione della profondità del movimento calcistico regionale.
Al contrario, il rendimento dell’Asia è stato molto più limitato. Nessuna squadra asiatica ha mai vinto la Coppa del Mondo né ha raggiunto la finale. È possibile che tutto cambi quest’anno?
Il miglior risultato finora resta quello della Corea del Sud, che ha concluso al quarto posto nel 2002, quando ha co-ospitato il torneo con il Giappone. Si tratta di un traguardo storico che non è ancora stato sorpassato.
Altre squadre asiatiche, tra cui il Giappone, l’Arabia Saudita, l’Iran e l’Australia (che compete nella confederazione asiatica dal 2006), hanno raggiunto gli ottavi di finale, ma nessuna è andata oltre.
Il divario riflette differenze strutturali più ampie. L’America Latina dispone di una cultura calcistica storica e consolidata, di campionati nazionali forti e di una lunga tradizione nell’esportazione di giocatori d’élite verso i principali club europei.
Il calcio è profondamente radicato nell’identità nazionale e i sistemi di sviluppo dei talenti sono molto estesi. L’Asia, pur mostrando grande passione per questo sport, ha storicamente avuto infrastrutture e profondità comparabili in misura minore, anche se la situazione è cambiata negli ultimi decenni.
Ci sono segnali di progresso in Asia. Le squadre sono diventate più sofisticate dal punto di vista tattico, i giocatori sono sempre più presenti nei campionati europei e le prestazioni ai Mondiali sono diventate più competitive.
In particolare, il Giappone e la Corea del Sud si sono affermati come partecipanti regolari capaci di sconfiggere anche le potenze tradizionali.
Se possiamo resintetizzare, l’America Latina rimane uno dei centri globali dell’eccellenza calcistica, con un ricco palmarès ai Mondiali.
L’Asia, invece, sta ancora cercando di affermarsi ai massimi livelli della competizione, ma il suo costante miglioramento suggerisce che il divario, pur rimanendo significativo, potrebbe continuare a ridursi in futuro.
Chi vincerà nel 2026? È tutto da giocare.