INDIAN WELLS - A otto anni aveva appeso il poster di Novak Djokovic sulla porta della sua cameretta. E nemmeno forse nel più incredibile dei suoi sogni avrebbe mai immaginato non solo di affrontarlo sul campo di un Masters 1000, ma addirittura di batterlo. Sembra banale parlare di favola, ma quella di Luca Nardi non potrebbe definirsi altrimenti.

Nel Rinascimento del tennis italiano guidato da Jannik Sinner potrebbe esserci spazio anche per questo ragazzo di 20 anni, cresciuto a Pesaro, che sul cemento di Indian Wells ha scritto una pagina di storia eliminando re Nole.

Numero 123 del mondo, eliminato nelle qualificazioni e poi ripescato come lucky loser direttamente al secondo turno a seguito del forfait dell’argentino Etcheverry, Nardi si presentava con appena tre vittorie in carriera nel circuito maggiore.

E dopo aver sorpreso in tre set il cinese Zhang (primo successo su un top 50), si è guadagnato la sfida col suo idolo, quel Novak Djokovic che a Indian Wells tornava per la prima volta dal 2019 ed era a caccia del sesto titolo nel deserto californiano. Un match sulla carta senza storia. Ma i pronostici sono fatti per essere smentiti. E così Luca ha messo da parte l’emozione e il timore reverenziale, sfoderando una tattica ultra-aggressiva e affiancando a colpi potenti dalla linea di fondo attacchi tempestivi e precisi.

Vinto il primo set 6-4, nel secondo ha subito il ritorno di Nole (6-3) pur continuando a giocare a un altissimo livello, e nel terzo ha portato a termine il suo capolavoro: 6-3 con 12 vincenti a 2 e Djokovic eliminato dopo due ore e 20 minuti di show.

Il 36enne di Belgrado non aveva mai perso contro un avversario con una classifica così bassa (il ‘record’ era di Kevin Anderson, numero 122 quando lo eliminò a Miami ma nel 2008) e aveva una striscia aperta di 11 successi di fila nei Masters 1000 iniziata a Cincinnati e proseguita a Parigi-Bercy.

E l’ultimo ko contro un giocatore fuori dai top 50 risaliva al 2018, sempre a Indian Wells, per mano di Taro Daniel (n.109). “Non aveva niente da perdere, ha giocato alla grande e ha meritato - riconosce Nole - Sono stato più sorpreso dal mio livello, davvero negativo. Ancora nessun titolo quest’anno? Non ci sono abituato ma fa parte dello sport. Spero di tornare a vincere presto”.

Fra l’altro Djokovic era al rientro nel circuito dopo la semifinale persa a Melbourne contro un altro italiano, Jannik Sinner, oggi fra le fonti di ispirazione del quasi coeteano Nardi. “Sicuramente è qualcosa che mi ha spinto a migliorarmi - riconosce l’allievo di Giorgio Galimberti - Non mi aspettavo di battere il numero 1 del mondo, ma cerco sempre di dare il massimo in ogni allenamento: questo è successo e sono davvero felice”.

Appassionato di MotoGp, tifoso del Napoli e su un campo da tennis da quando aveva 7 anni seguendo le orme del fratello Niccolò (oggi graphic designer), Luca si gode il momento. “Penso che prima di questa notte nessuno mi conoscesse - le sue prime dichiarazioni a caldo - Alla fine non so come sono riuscito a tenere duro. Penso sia stato un miracolo, perché sono un ragazzo di 20 anni, fuori dai primi cento al mondo, che è riuscito a battere Novak. È pazzesco”.

Ma la sua favola non finisce qua: se da lunedì è già sicuro di entrare nei top 100 (al momento sarebbe numero 96), a Indian Wells intanto la sua avventura prosegue. Prossimo ostacolo l’americano Tommy Paul, numero 17 del ranking e del seeding: sognare ancora non costa nulla.