Mai forzare le previsioni. Di questo andamento altalenante ringrazia l’Inter che guida la classifica con cospicui vantaggi: +3 sul Milan, +6 sul Napoli, +7 sulla Roma e addirittura +10 sulla squadra di Spalletti.

A meno di improbabili sorprese, i bianconeri hanno dato l’addio allo scudetto. Per Spalletti, piuttosto critico con i suoi, l’obiettivo non è mai rientrato fra i propositi della proprietà che pretende di fare strada nella Champions attuale e di qualificarsi a quella della stagione prossima.

Resta però il clamore d’un inopinato ko in Sardegna a dispetto dei dati statici: più possesso palla (78% a 22%), più tiri (13 a 1, e in quell’unica circostanza i sardi hanno impallinato la Signora), più calci d’angolo (18 a 1).

Ma la manovra, positiva fino ai 20 metri, si è arenata nelle sabbie mobili dell’area avversaria per la mancanza non solo d’un centravanti vero ma anche d’un rifinitore.

Sarebbe però riduttivo per la squadra di Pisacane affermare che il verdetto è figlio della casualità. Nel momento in cui la Juventus ha sbagliato tanto, il Cagliari ha giocato da Cagliari al meglio delle proprie possibilità.

Ancora più controversa la situazione del Milan: vince spesso a fatica, come ieri con il Lecce, ma alita sull’Inter ed è fuori dalle coppe europee. Non è solo brutta e fortunata come è apparso con Genoa, Fiorentina e Como. Se vanta una classifica di prim’ordine e ha perso appena una volta, alla prima di campionato, vuol dire che nel suo motore c’è potenza.

Allegri ha dei campioni, come Maignan, Leao, Modric e Rabiot. È arrivato Fullkrug, e forse non sarà l’unico volto nuovo. Sul piano del gioco si attendono dei miglioramenti.

Casomai c’è da chiedersi perché questo gruppo è forte con le grandi squadre e fragile con quelle di livello medio-basso. La diatriba fra risultatisti e giochisti è futile al pensiero che in classifica, un anno fa, a questo punto, figuravano ben 15 punti in meno.

Alla terza affermazione di fila è giunta la Roma, che sembra aver pescato bene al mercato invernale con gli arrivi del 27enne Manal e del 18enne Vaz. Immediato il feeling fra l’olandese e Dybala: sembrava che giocassero insieme da tempo.

A breve sapremo se il nuovo centravanti, autore di 2 gol, di cui uno annullato, può essere la medicina di tanti mali. Di Manal e Dybala i due gol con cui i giallorossi hanno battuto il Torino e vendicato l’eliminazione recente in Coppa Italia.

E ora le coppe: l’Inter deve fare risultato con l’Arsenal dopo i due ko consecutivi; il Napoli, con mille infortunati, e la Juventus, che non segna, sono costrette a vincere per restare in corsa, l’una a Copenaghen, l’altra con il Benfica; per l’Atalanta il successo sull’Atletico Bilbao vale la qualificazione diretta.