La MotoGP è pronta a scattare. L'esordio, come di consueto, avverrà in Qatar, sulla pista di Lusail, dove andrà in scena la prima delle 21 gare - che salgono a 42 per effetto delle sprint race - che decideranno il Mondiale 2024. Una stagione nella quale le Ducati sono senza dubbio la moto da battere.

In particolare quella di Francesco "Pecco" Bagnaia, già due volte campione del mondo e pronto a calare il tris quest'anno. Il pilota italiano, che ha avuto il grande merito di non far rimpiangere l'addio di Valentino Rossi portando a casa vittorie e titoli proprio come faceva il suo maestro, è il candidato numero uno alla conquista del titolo sia per talento sia perché la sua Ducati ufficiale, soprattutto nella prima parte della stagione scorsa, sembrava fare un altro sport. La pattuglia delle moto di Borgo Panigale, però, è più agguerrita che mai.

La MotoGP, infatti, non è la Formula 1, qui gli ordini di scuderia non esistono nemmeno tra piloti che condividono lo stesso box, figurarsi se possono esserci tra squadre diverse. E così spetterà a Jorge Martin e alla sua Ducati del team Pramac dare filo da torcere a Bagnaia, proprio come successo già nel 2023 quando riuscì a portare l'italiano a giocarsi il titolo al rush finale.

Attenzione, poi, ai possibili outsider. Tra questi c'è sicuramente Marco Bezzecchi, terzo nel Mondiale 2023 e a caccia delle definitiva consacrazione tra i grandi nonostante una Desmosedici dell'anno scorso, così come occasione ghiottissima per Franco Morbidelli, compagno di squadra di Martin e voglioso di prendersi una rivincita dopo il periodo buio con Yamaha.

La truppa italiana, però, è più agguerrita che mai: guai, infatti, a dimenticare Enea Bastianini con l'altra Ducati ufficiale che, dopo una stagione nerissima costellata da infortuni, vuole dimostrare di poter dire la sua, così come Fabio Di Giannantonio, la grande sorpresa dell'ultimo mondiale, passato dal non avere un manubrio alla vittoria in Qatar che gli ha spalancato le porte della VR46 Racing.

Capitolo a parte, poi, merita Marc Marquez. Lo spagnolo rappresenta la classica scheggia impazzita con l'approdo alla Ducati del team Gresini che può essere l'inizio di una seconda giovinezza o il definitivo addio al campione che è stato.

Tra le grandi incognite pronte a smentire, poi, c'è anche Fabio Quartararo; il francese, campione del mondo nel 2021 non ha certo dimenticato come si vince ma specialmente nella passata stagione ha pagato l'involuzione clamorosa avuta dalla Yamaha non riuscendo mai ad essere realmente competitivo.

E se Luca Marini è volato alla Honda per cercare di rilanciare la casa giapponese nell'era post-Marquez, a sfidare il monopolio Ducati ci proveranno anche la Ktm con Brad Binder e Jack Miller e le Aprilia con Aleix Espargarò e Maverick Vinales. Spetterà poi alla pista stabilire chi sarà il volto copertina di questa MotoGP.