C’è un profumo che, per molti italiani, significa casa. È quello della porchetta, croccante fuori e morbida dentro, protagonista indiscussa di tutte le sagre e delle feste di paese: questa specialità gastronomica ha alle spalle una storia lunga e millenaria che risale ai tempi dell’Antica Roma.
Per Ilaria Paiella, romana con radici vicino ad Amatrice, quel sapore unico è diventato anche un progetto di vita. Insieme al marito, lo chef marchigiano Matteo Paoletti Teodori, è l’anima di Yes Porketta, realtà artigianale nata a Melbourne e oggi con produzione anche in Queensland.
Arrivati in Australia nel 2000, Ilaria e Matteo si sono conosciuti a Melbourne nel 2007, entrambi già immersi nella ristorazione. Per 11 anni hanno gestito il Michelangelo Osteria in centro città. Poi, nel 2016, l’ampliamento del locale e l’intuizione: affiancare alla pizza al taglio romana la porchetta di Ariccia, preparata secondo la ricetta tradizionale dei Castelli Romani. Il riscontro è immediato. “All’epoca nessuno la proponeva così – racconta Ilaria –. Era un prodotto quasi sconosciuto, come la pizza al taglio”.
Nasce così il marchio Yes Porketta, con la ‘K’ all’australiana ma con un sottotitolo chiaro: ricetta tipica di Ariccia. La carne non è importata – in Australia si possono importare solo prosciutto di Parma e San Daniele – ma selezionata con cura tra fornitori locali, scegliendo con attenzione le qualità dell’animale per garantire un sapore equilibrato e adatto alla lavorazione tradizionale.
Dal 2022 la produzione ha raggiunto anche il Queensland, dove l’allevamento suino è più diffuso. Da qui partono distribuzione e ordini privati, mentre a Melbourne il prodotto resta presente grazie a un punto di appoggio a Hoppers Crossing e alla partecipazione ai festival, dove Yes Porketta è ormai un nome conosciuto. La crescita, però, ha un limite preciso: “Vogliamo restare artigianali. Industrializzare significherebbe snaturare il prodotto”, spiega Ilaria.
Per la coppia la porchetta è “un filo che ti riporta a casa”. È promozione del territorio, dai Castelli Romani a Norcia: “In una terra lontana che continua ad amare i sapori d’Italia – conclude Ilaria – avere un prodotto che rispetti le nostre radici è una sfida continua e un motivo d’orgoglio”.