WASHINGTON – La Cina è “profondamente rattristata dall’elevato numero di vittime civili”, parla di fatto “sconvolgente” e ritiene che la “l’uso indiscriminato della forza è inaccettabile”. Lo ha detto il rappresentante di Pechino all’Onu, l’ambasciatore Fu Cong, nel suo intervento al Consiglio di sicurezza. “Gli attacchi militari sono avvenuti in un momento in cui gli Stati Uniti e l’Iran erano impegnati in negoziati diplomatici, il che è sconvolgente”, ha aggiunto.

Dura condanna anche della Russia. In una nota, il ministero degli Esteri di Mosca li ha definiti un’”avventura pericolosa” che minaccia la regione di una “catastrofe” e mira a ‘distruggere’ il governo iraniano perché si è rifiutato di sottomettersi al loro “diktat”.Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano, Abbas Araghchi, durante il quale ha sottolineato “la necessità di porre fine immediatamente agli attacchi” statunitensi e israeliani contro l’Iran e “di riportare la situazione verso una soluzione politica e diplomatica”.

“Sono sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi”, ha commentato in un post su X il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi - che ancora due giorni fa ha mediato l’ultimo round di colloqui tra Teheran e Washington. ”Prego per gli innocenti che soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha scritto il ministro.

In queste ore si terrà un Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell’Ue sulla guerra in Medio Oriente. Lo ha annunciato l’Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas. “Convocherò un Consiglio straordinario Affari Esteri in videoconferenza per parlare dell’Iran e degli eventi in rapida evoluzione in tutto il Medio Oriente. Sono stata in contatto con i nostri partner nei paesi del Golfo”, scrive Kallas su X. “

Gli attacchi indiscriminati del regime iraniano contro i suoi vicini comportano il rischio di trascinare la regione in una guerra più ampia e li condanniamo. È essenziale che la guerra non si diffonda ulteriormente. Il regime iraniano deve fare delle scelte”, aggiunge.

Il primo ministro australiano Anthony Albanese, dal canto suo, ha confermato che il suo governo sostiene gli attacchi contr il regime iraniano. “Sosteniamo l’azione degli Stati Uniti per impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e per impedire all’Iran di continuare a minacciare la pace e la sicurezza internazionali”. e l’Australia “è al fianco del coraggioso popolo iraniano nella sua lotta contro quello che è un regime oppressivo”. 

La ministra degli Esteri Penny Wong, dal canto suo, ha confermato che l’Australia non è stata coinvolta nella vasta operazione congiunta israelo‑statunitense in Iran che ha decapitato la leadership del Paese. La senatrice Wong ha inoltre confermato che l’Australia non è stata informata in anticipo dell’Operazione Epic Fury. “Ovviamente non abbiamo partecipato agli attacchi e non ci si aspetterebbe che partecipassimo”, ha dichiarato.