“Noi italiani amiamo negoziare e cercare di ottenere sempre qualcosa in più o un affare migliore. 

Non mi rendevo nemmeno conto di avere una capacità di negoziazione così forte finché non ho iniziato a lavorare nel settore immobiliare”, asserisce Luppino, che dopo esperienze in attività commerciali di vario genere, ricopre un ruolo che le calza a pennello.

“Lavorare nel settore immobiliare non è limitato allo stare chiusi in negozio dalle 9 alle 5. Posso spostarmi, organizzare la mia giornata lavorativa in modo diverso, parlare con le persone e conoscere le loro storie”.

Ad oggi Luppino è una delle poche, se non l’unica, agente immobiliare italo-australiana di successo nella Mornington Peninsula, con un forte desiderio di entrare ancora più in contatto con la comunità italiana che da generazioni trascorre le vacanze in una delle più graziose località balneari del Victoria. 

Non è la prima volta, però, che Luppino rappresenta l’eccezione alla regola. 

“Da piccola vivevo a Noble Park; i miei genitori avevano costruito una casa in quella zona, dove al tempo non c’erano molti italiani. Quando ho frequentato la St Anthony Primary School è stato un periodo parecchio difficile. Venivo chiamata con nomignoli come “spaghetti hair”, avendo i capelli lisci e scuri. Ero anche una bambina estremamente timida, quindi il target ideale per i bulli”.

Ma gli insegnamenti ricevuti dai genitori e dalla famiglia hanno da sempre fatto la differenza, sia nella vita privata, che in quella professionale. “Mio padre mi diceva sempre che bisogna avere rispetto: non solo per gli altri, ma anche per se stessi. E penso che la resilienza e la perseveranza siano qualcosa che viene da mia madre e mio padre. Hanno avuto una vita molto dura e mi hanno tramandato il valore del duro lavoro”. 

Il percorso come agente immobiliare di Luppino è stato alquanto tortuoso, fatto di alti e bassi: dai premi ricevuti per le eccellenti performance, alle difficoltà legate alla gestione di una nuova attività in proprio durante i numerosi lockdown dovuti al Covid-19. 

Fino a ritrovarsi, nuovamente, in minoranza, quando una delle agenzie per le quali lavorava viene venduta, catapultando Luppino in un ambiente prevalentemente giovanile e altamente competitivo, in forte contrasto con il suo modo di lavorare e di costruire rapporti con la clientela fatti di pazienza e fiducia reciproca, dove molti accordi si suggellavano con una stretta di mano, prima di passare al contratto vero e proprio.

“Qualche anno fa mi sono messa a cercare un’agenzia immobiliare a conduzione familiare e ho bussato alla porta di Prentice a Sorrento, gestita dalla stessa famiglia dal 1946. Inizialmente non erano interessati ad assumere nessuno, ma io ho insistito. Alla fine, hanno ceduto, ed è fantastico. Perché hanno un modo di lavorare ‘alla vecchia maniera’, e condividono lo stesso tipo di valori con cui sono cresciuta”.

Quella resilienza e determinazione trasmessa dai genitori, arrivati in Australia da giovanissimi, senza possedimenti e padronanza della lingua, è quello che contraddistingue l’approccio alla vita per Luppino. Un approccio che è fortemente determinata a passare alla generazione successiva.