La banda di Gattuso s’è difesa con disarmante serenità di fronte agli attacchi sconclusionati dei bianconeri e, una volta entrata in possesso di palla, ha messo in crisi gli avversari e bucato per tre volte Vicario. Da una parte c’è una squadra con una identità precisa grazie al lavoro del tecnico calabrese che ha rivalutato tutti gli uomini messi all’angolo nel recente passato e non s’è mai lamentato del mercato praticamente nullo; dall’altra un’accozzaglia di uomini senza presente e futuro con acquisti quanto meno opinabili. Del genere: se vuoi un centravanti degno di questo nome, fai di tutto per trattenere Vlahovic e comunque non vai a comprare Kolo Muani e Woltemade che preferiscono giocare dietro una punta centrale. Ma è in mezzo al campo, dall’addio di Pjanic. il buco nero di Madama. Gattuso ha regalato alla Lazio un successo che da quelle parti mancava da 9 stagioni. Per Spalletti, finito a 8 punti dalla vetta, si prospettano giorni neri. Tutto si poteva aspettare, fuorché subire 3 pallini
L’Inter, reduce dal ko con il Brugge al Meazza, s’è affermata nella maligna Bologna dove aveva perso due scudetti. C’è voluta l’ennesima rimonta per porre rimedio ai gravissimi svarioni difensivi, quasi un rito: pessimo il primo tempo, al punto che Chivu ha perso la voce nell’intervallo per strigliare i suoi; di altro livello il secondo grazie alle cadenze più alte e agli ingressi di Bonny, Carlos Augusto, Diouf, Mkhitaryan e Calhanoglu. In campionato basta questa Inter, anche senza Lautaro Martinez, in Champions no. Ma se la Beneamata ha perso 7 delle ultime 8 partite in Europa e continua a regalare gol sanguinosi agli avversari, non è un caso.
All’indomani della sciagurata giornata di Champions, le nostre squadre hanno riscattato (sia pure parzialmente) la figuraccia ad eccezione del Napoli, sconfitto per la quinta volta in questo spicchio di stagione. Mai così in basso, i partenopei, dal tempo del Covid. E De Laurentiis è sceso in campo per cancellare le voci relative a un presunto licenziamento di Allegri: “Crediamo fermamente nel nostro allenatore”, le sue parole. Figuratevi poi se il presidente del Napoli, per quanto scottato dalle sconfitte di Villareal e Venezia, faccia fuori l’ex tecnico del Milan al quale ha garantito un contratto triennale di 18 milioni netti. Resta però una realtà dura e cruda. Ci sono troppi giocatori lontani da uno standard accettabile. E De Bruyne, che con Allegri non va d’accordo, ci ha messo del suo sbagliando il rigore del pareggio: terzo errore in 19 tiri dal dischetto.
Si approssima ora un turno con tutte partite casalinghe: guai a sbagliare.