E adesso è arrivato questo pareggio con la squadra di Conte che lascia la classifica invariata, ma non rappresenta un corollario nel libro di questa stagione, bensì un elemento importante nella corsa allo scudetto. Ai nerazzurri manca qualcosa nell’equilibrio d’una formazione che ha lasciato 5 palle-gol agli avversari e soprattutto appare troppo ancorata a un modulo tropo simile a sé stesso e conosciuto a memoria dagli avversari. L’impressione migliore ha il colore celeste del Napoli. Potevano smarrirsi gli uomini di Conte, invece hanno reagito da grande squadra e, in avvio di ripresa, hanno sfiorato più volte il raddoppio ritrovando la seconda e definitiva parità con McTominay (fenomenale) dopo il rigore di Calhanoglu. All’Inter resta il rammarico di aver mancato l’opportunità di andare in fuga e implementare il gap su rivali. Per il Napoli gli umori sono differenti-
A differenza della Roma che, dopo la sconfitta di Bergamo, ha battuto Lecce e Sassuolo, il Milan ha continuato a perdere contatto dalla vetta pareggiando con Genoa e Fiorentina. Punti guadagnati al pensiero del rigore fallito da Stanciu nel turno infrasettimanale e della traversa colpita ieri da Brescianini, in entrambi i casi a poco dalla fine. A Firenze la squadra rossonera ha sprecato 3 occasioni con Pulisic nei primi 20 minuti, poi ha perduto la sfida sul piano del possesso palla e soprattutto delle conclusioni: appena 6 fra tiri in porta e respinti rispetto ai 14 dei viola. Il gioco latita soprattutto contro le squadre che figurano nei piani medio-bassi della classifica: non può essere una casualità. Si pensava che la squadra di Allegri - con l’ingresso di Rabiot, Leao, Fofana e Nkunku - non si appiattisse sul pareggio ma cercasse la vittoria. Giusto il contrario. Così facendo il Milan può inseguire lo scudetto? La risposta al momento è negativa nonostante l’assenza dalle coppe europee. E la situazione ai aggrava di brutto quando Modric, come al Franchi, non entra in campo.
Sul piano della manovra si fa preferire la Roma di Gasperini per l’efficacia difensiva e la formidabile condizione atletica. Ma la mancanza d’un centravanti si fa sentire, e non solo per gli infortuni di Dovbik (fuori 2 mesi) e Ferguson. L’arrivo di Raspadori, previsto in giornata, dovrebbe migliorare la fase offensiva che non può vivere soltanto sulle invenzioni di Soulè e Konè. Ma neanche l’ex attaccante del Napoli è un centravanti vero. Quanto a Dybala, manca di incisività: si danna, ma non incide come in passato, e l’andamento lento è testimoniati dalle 2 reti (sì, appena 2) segnate nell’anno solare 2025. Logico che Gasp non sia tenero con la società per i ritardi di mercato.