Vittoria agevole grazie alla prova spettacolare di Dimarco (3 assist e una traversa) e alle importanti prestazioni di quei giocatori che non possono più definirsi delle semplici secondo linee come Bisseck, Sucic e Luis Henrique, quest’ultimo in crescita. E non dimentichiamo Zielinski, messo all’angolo da Simone Inzaghi e divenuto con Chivu un perno del centrocampo. Chi s’è accorto dell’assenza di Calhanoglu? Vedremo a San Valentino se l’Inter mostrerà i muscoli con la rivali più competitive, a cominciare dalla Juventus, attesa al Meazza nel giorno di San Valentino.
Intanto la società ha prolungato al giugno 2028 il contratto di Chivu, apprezzatissimo da tutto il board per mentalità vincente, valorizzazione dei giovani, professionalità e aziendalismo.
Analoga la volontà della Juventus, decisa ad aprire un ciclo con Spalletti proprio nella più complessa e distonica settimana della squadra: vittoriosa a Parma, eliminata in Coppa Italia a Bergamo, costretta a un sofferto pareggio dalla Lazio. La distanza dalla vetta è aumentata a 12 lunghezze, un’eternità. Evidenti le crepe strutturali legate ad acquisti sbagliati da 3-4 stagioni a queste parti. E a ricapitalizzazione di circa un miliardo la dice lunga. Alla sbarra non solo l’attacco (meglio McKennie di tutti i centravanti strapagati), ma anche la difesa, bucata 5 volte negli ultimi due impegni nonostante la presenza di Bremer. Il lavoro di Spalletti è solo all’alba per via di una formazione da ritoccare in ogni reparto, incapace di dare continuità al suo percorso. Per Sarri un raggio di sole dopo le vischiose polemiche legate al mercato che più insipido non potrebbe essere.
A rischio la panchina di Italiano, direi quasi incredibilmente. Il suo Bologna s’è sfaldato dopo aver eliminato in semifinale l’Inter nella Supercoppa. Disastrose le statistiche: un successo nelle ultime 13 giornate, quarto ko di fila, un punto conquistato nelle ultime 7 partite. A Bologna si parla di un ritorno di Thiago Motta: una fantasia, una suggestione o un’ipotesi plausibile? Due gli ostacoli: Italiano è sotto contratto fino a giugno ’27, Motta ha rifiutato proposte di club spagnoli, tedeschi e arabi. E comunque c’è una responsabilità della società, invisibile nel mercato invernale.
Piange anche Firenze per la vittoria gettata al vento con il Torino e le contemporanee affermazioni di Parma e Lecce, in entrambi i casi nel finale. Per la sesta vola i viola hanno preso gol nel recupero, E qui le responsabilità sono da dividere fra i giocatori, sempre spauriti, e l’allenatore che ha tolto Solomon e Kean lasciando campo libero ai granata. Dietro l’angolo si sta materializzando la retrocessione.