Marc Marquez guida l’albo d’oro del Gran Premio della Thailandia, appuntamento che nel weekend tra febbraio e marzo inaugura il Motomondiale 2026. Lo spagnolo ha conquistato tre delle sei edizioni disputate nella classe regina: le prime due, nel 2018 e 2019 con la Honda, e la più recente dodici mesi fa, quando il Chang International Circuit è diventato per la prima volta round d’apertura del calendario, dopo le cancellazioni legate al Covid e il sorpasso sul Qatar.
Nel 2025 il Cannibale ha firmato il successo in sella alla Ducati, completando una striscia d’oro per la casa di Borgo Panigale. Prima di lui avevano trionfato Francesco Bagnaia con la Desmosedici ufficiale e Jorge Martin con la Pramac, a conferma del dominio rosso sull’asfalto di Buriram.
L’unica eccezione recente resta Miguel Oliveira, vincitore nel 2022 con la KTM quando il GP si disputava ancora in autunno.
Tra i costruttori attualmente impegnati in MotoGP, solo la Yamaha manca all’appello.
Negli ultimi tre anni il programma thailandese ha incluso anche la Sprint Race: Marquez e Martin hanno centrato la doppietta tra gara lunga e sprint rispettivamente nel 2025 e nel 2023, mentre nel 2024 si è imposto Enea Bastianini con la Ducati ufficiale.
Buriram è stato terreno fertile anche per gli italiani nelle classi minori. Bagnaia vinse la Moto2 nell’edizione inaugurale del 2018 con la Kalex VR46, mentre Fabio Di Giannantonio trionfò in Moto3. Successi azzurri anche con Luca Marini in Moto2 (2019), Dennis Foggia in Moto3 e Tony Arbolino nella classe intermedia nel 2022.
Il bilancio complessivo, però, pende verso la Spagna: sette vittorie contro sei considerando le singole gare, undici a sette nel totale delle affermazioni tra le tre categorie. A Buriram si rinnova così il derby Italia-Spagna, con Marquez pronto a inseguire il poker personale e a scrivere un altro capitolo della sua leggenda.