KIEV - A poche ore dalla ripresa dei negoziati a Ginevra tra i team di Donald Trump e gli emissari di Kiev e Mosca, la Russia ha sferrato uno dei più imponenti attacchi combinati dall’inizio del conflitto. Una “notte di terrore” che ha colpito otto regioni, mirando strategicamente alle infrastrutture energetiche e del gas per fiaccare la resistenza ucraina nel quarto anno di guerra. 

Il presidente Volodymyr Zelensky, in un duro post su X, ha fornito i dettagli di un’operazione vastissima che ha visto la Russia lanciare 420 droni (prevalentemente di fabbricazione iraniana “Shahed”) e 39 missili, inclusi 11 vettori balistici. 

Sono state colpite infrastrutture critiche per la fornitura di gas nella regione di Poltava e sottostazioni elettriche a Kiev e Dnipro. Si contano decine di feriti, tra cui diversi bambini. Nonostante l’abbattimento della maggior parte dei vettori, Zelensky ha ribadito l’urgenza di nuovi sistemi di difesa aerea: “Ogni giorno servono missili per proteggere le nostre vite”. 

L’attacco ha seminato distruzione in diversi centri urbani, spingendo persino la Polonia a mobilitare la propria aeronautica per proteggere lo spazio aereo ai confini della Nato.  A Kiev sono stati colpiti i distretti di Holosiivskyi, Pecherskyi e Darnytskyi. Un edificio residenziale di nove piani è stato gravemente danneggiato, anche se non si registrano vittime nella capitale. 

Kharkiv, la seconda città del Paese, è stata bersagliata da 17 droni e due missili. Il bilancio è di 14 feriti, incluso un bambino di sette anni. La situazione critica nel sud-est, a Zaporizhzhia, dove almeno sette persone sono rimaste ferite. L’attacco ha lasciato oltre 500 case senza riscaldamento, aggravando l’emergenza umanitaria invernale. Raid sono stati segnalati anche a Kryvyi Rig (due feriti), Vinnytsia, Chernihiv e Kirovohrad. 

Mentre i cieli ucraini bruciavano, il servizio di sicurezza russo (Fsb) ha dichiarato di aver sventato un attentato terroristico a San Pietroburgo. Secondo la versione di Mosca, due cittadini russi, agendo su ordine dei servizi segreti ucraini, avrebbero piazzato un ordigno sotto l’auto di un alto ufficiale del Ministero della Difesa. La bomba è stata individuata e disinnescata dagli agenti russi, che hanno proceduto all’arresto dei sospettati. 

Questo attacco di massa viene interpretato dagli analisti come un tentativo del Cremlino di arrivare al tavolo di Ginevra da una posizione di forza assoluta. Mentre gli inviati di Trump, Witkoff e Kushner, si preparano a mediare il difficile “deal” per la pace, la Russia sembra voler dimostrare che la sua capacità di colpire il cuore del sistema energetico ucraino resta intatta.