ROMA - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle opposizioni che la accusano di aver creato uno “scontro istituzionale” e di aver mostrato “ostilità nei confronti del Capo dello Stato”, riconoscendo la correttezza delle parole di Sergio Mattarella.  

Il riferimento è all’intervento del presidente della Repubblica al plenum ordinario del Consiglio superiore della magistratura, a Palazzo dei Marescialli, una presenza definita non consueta durante il suo mandato.

In quell’occasione, Mattarella ha ribadito che il Csm è un organo di rilievo costituzionale e che le altre istituzioni devono nutrire e manifestare rispetto nei suoi confronti, invitando a mantenere il confronto politico “entro limiti compatibili con il rispetto reciproco tra poteri dello Stato”, in particolare nel clima della campagna referendaria. 

“Credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui dice: è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”, ha affermato Giorgia Meloni.

Il riconoscimento al èresidente della Repubblica arriva dopo le tensioni seguite alle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva parlato di “meccanismo paramafioso” riferendosi alle dinamiche interne al Consiglio superiore. Nell’intervista, la presidente del Consiglio non ha citato il guardasigilli, ma ha accusato le opposizioni, in particolare il Pd, di voler trascinare la campagna referendaria “in una sorta di lotta nel fango”. 

Dal Partito democratico, la responsabile Giustizia Debora Serracchiani ha sostenuto che la premier avrebbe “riacceso lo scontro dopo il richiamo del Colle”, mentre il deputato Peppe Provenzano ha parlato di “crisi istituzionale riaperta dall’esecutivo”.