Milano-Cortina è alle porte ma l’ombra del doping cala già sugli imminenti Giochi Invernali. Da Nado Italia arriva infatti la comunicazione che Rebecca Passler, biatleta classe 2001 originaria di Brunico, è stata sospesa in via cautelare dal Tna, in accoglimento dell’istanza della Procura nazionale antidoping, dopo essere risultata positiva a due sostanze, un metabolita del letrozolo e il metanolo.
Medicinale usato soprattutto in oncologia, in particolare nel trattamento del tumore al seno perché riduce la produzione di estrogeni, il letrozolo fa parte delle sostanze proibite perchè può alterare il profilo ormonale e mascherare l’uso di altre sostanze mentre il metanolo in questo caso funziona più da indicatore sull’origine del letrozolo.
Fatto sta che la Passler, arruolata fra le cinque azzurre chiamate a gareggiare sulle piste di Anterselva, dovrà rinunciare - salvo ricorsi - a quella che sarebbe stata la sua prima Olimpiade.
Lo stesso Coni ne ha sancito la “immediata esclusione della squadra impegnata ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026”, riservandosi di valutare, laddove possibile, “l’eventuale sostituzione”.
“La federazione - ha commentato il presidente Fisi Flavio Roda - sta approfondendo l’accaduto, intendendo supportare la propria atleta in tutte le sedi opportune. È essenziale che si vada a fondo della questione per sgombrare il campo da ogni equivoco che potrebbe segnare pesantemente la carriera di Rebecca e l’immagine federale”.
Tesserata per il gruppo sportivo dei Carabinieri, nipote d’arte - lo zio Johan Passler ha vinto due bronzi olimpici e quattro mondiali -, Rebecca rappresenta la nuova generazione del biathlon chiamata a raccogliere presto il pesante testimone del duo Wierer-Vittozzi. La chiamata per Milano-Cortina era arrivata dopo una stagione che l’aveva vista conquistare un terzo posto in Ibu Cup e sfiorare in due occasioni la top ten in Coppa del Mondo, prima nella mass start di Annecy e poi nella sprint di Oberhof (undicesima in entrambi in casi), e raggiunta con la staffetta, sempre in Turingia.
Un po’ poco forse per chi a livello giovanile prometteva di più (cinque podi ai Mondiali juniores) ma che si presentava all’appuntamento a cinque cerchi nel pieno della maturità e la voglia di scrivere la sua personale pagina di storia nella famiglia Passler.
Così non sarà, e in attesa di sentire la campana della diretta interessata, l’attesa Olimpiade italiana si presenta con una piccola macchia sul vestito buono.