DUBAI – “È da stamattina che sentiamo forti boati, seguiti da scie luminose nel cielo e nuvole di fumo”. Elisabetta Norzi, giornalista italiana residente a Dubai, racconta la situazione a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la cui popolazione è per il 90% costituita da stranieri.

In queste ore si sono susseguite tre ondate di missili balistici iraniani, con l’obiettivo di colpire le basi americane. Ad Abu Dhabi si è registrato un morto nel bombardamento di un edificio civile, mentre a Dubai una forte esplosione ha scosso l’isola artificiale The Palm, dove si trovano gli hotel di lusso.

“La prima reazione è stata l’incredulità, poi lo shock – spiega Elisabetta, interpretando il sentire dei nostri connazionali –. Soprattutto quando sono iniziati a cadere detriti dal cielo. Dubai è considerata un’oasi di pace, la città più sicura del Medio Oriente”. Essere coinvolti in una guerra è l’ultima cosa che si sarebbero aspettati gli italiani che da anni vivono e lavorano lì.

Le notizie ufficiali sono frammentarie. Il governo ha condannato l’azione di Teheran, considerandola un attacco alla sovranità degli Emirati e degli altri Paesi del Golfo.  “Le autorità raccomandano di non farsi prendere dal panico – dice Elisabetta –. Ma ci è stato anche detto di stare in casa e di non avvicinarci troppo alle finestre. Le sentiamo tremare”. Difficile mantenere la serenità.

La politica degli Emirati Arabi Uniti ha sempre considerato la stabilità regionale come elemento prioritario. “Anche perché altrimenti comincerebbero a diminuire gli investimenti stranieri su cui si basa l’economia del Paese –. Oltretutto siamo ancora in piena stagione turistica. Gli aeroporti sono chiusi e gli stranieri non possono uscire dal Paese e sono rimasti bloccati”. Tra loro anche il ministro alla Difesa italiano Guido Crosetto (evidentemente non avvertito, sebbene l’Italia faccia parte della Nato e sia un alleato sia degli Usa, sia di Israele) e la cantante Big Mama. Potrebbero essere evacuati via terra verso Musqat, in Oman. 

Il futuro è pieno di incognite. “Immaginiamo che il governo farà pressione sugli Stati Uniti per una de-escalation – afferma Norzi –. L’Iran non ha l’atomica, ma ha dimostrato di avere una capacità balistica impressionante: può colpire contemporaneamente tutti i Paesi confinanti”. Se si sia trattato di un’azione dimostrativa o di un allargamento del conflitto apparirà chiaro nei prossimi giorni.