CATANZARO 2
FROSINONE 2
CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli 7; Cassandro 6. Antonini 5.5 (23’ st D’Alessandro 6), Brighenti 5.5; Favasuli 6, Pontisso 6 (23’ st Pompetti 6), Petriccione 6.5, Frosinini 6.5 (39’ st Verrengia); Liberali 7 (39’ st Koffi), Iemmello 6.5; Pittarello 6.5 (32’ st Nuamah 6).
In panchina: Marietta, Esteves, Bashi, Jack, Alesi, Rispoli, Buglio.
Allenatore: Aquilani 6.5.
FROSINONE (4-3-3): Palmisani 6.5; Oyono A. 6.5 (25’ st Oyono J. 6), Calvani 6, Cittadini 5.5, Marchizza 6 (45’ st Corrado); Cichella 6.5, Calò 6.5, Koutsoupias 6 (45’ st Gelli), Ghedjemis 7, Raimondo 5 (10’ st Fiori 7), Kvernadze 5.5 (9’ st Zilli 6).
In panchina: Lolic, Pisseri, Masciangelo, Fini, Vergani, Kone.
Allenatore: Alvini 6.5
ARBITRO: Galipò di Firenze 6.
RETI: 47’ pt Frosinini, 1’ st Liberali, 4’ st Cichella, 22’ st Fiori.
NOTE: poco nuvoloso, terreno in erba naturale. Spettatori: 9.919. Ammoniti: Oyono A., Fiori, Cittadini, Iemmello, Oyono J. Angoli: 3-9. Recupero: 2’; 6’.
CATANZARO - Finisce 2-2 lo scontro tra Catanzaro e Frosinone, vero e proprio big match di questo turno.
Al decimo clamorosa traversa colpita da Liberali su suggerimento di Pittarello, seguita dalla conclusione alta di Frosinini.
Al minuto ventisei l’occasione è sulla testa di Koutsoupias che viene murato dall’uscita provvidenziale di Pigliacelli. Ancora decisivo il portiere del Catanzaro a chiudere lo spazio su un altro tiro ravvicinato di Calò.
Da un fronte all’altro, sono i calabresi a collezionare due opportunità con Liberali e Favasuli ben respinte da Palmisani e poi con Pittarello che spara alto sopra la traversa.
E proprio allo scadere arriva il vantaggio del Catanzaro con il gol rocambolesco di Frosinini: su cross di Favasuli, l’esterno con la coscia trova la traversa e sulla caduta deposita in rete di nuca.
Pronti via, la ripresa parte col raddoppio immediato che porta la firma di Liberali che affonda dalla destra, rientra e fa partire il tiro vincente alle spalle di Palmisani.
Il Frosinone non ci sta: Ghedjemis si carica i suoi sulle spalle, viene stoppato ancora da Pigliacelli, che non può nulla poi sul destro angolato di Cichella che riapre la partita.
E l’operazione rimonta, grazie ai primi cambi, si completa al ventiduesimo sull’asse Oyono-Fiori che punisce una difesa troppo ferma.
Un pareggio che scontenta tutti
MANTOVA 1
CARRARESE 1
MANTOVA (3-4-2-1): Bardi 7; Dembélé 6, Meroni 6, Castellini 6.5; Radaelli 6 (32’ st Cella 6), Trimboli 6.5, Kouda 6.5, Gonçalves 6; Bragantini 6.5 (17’ st Ruocco 5.5), Buso 6 (32’ st Zuccon 5.5); Mancuso 6 (17’ st Mensah 6).
In panchina: Vukovic, Maggioni, Junior Ligue, Paoletti, Wieser, Zuccon, Caprini, Marras.
Allenatore: Modesto (squalificato, in panchina Gamberini 6).
CARRARESE (3-5-1-1): Bleve 6; Calabrese 6.5, Imperiale 6, Illanes 6; Zanon 6.5, Zuelli 6.5, Schiavi 5.5 (47’ pt Finotto 6), Hasa 6.5 (39’ st Parlanti 6), Rouhi 5.5 (46’ pt Belloni 6); Rubino (15’ st Melegoni 6); Abiuso 5.5 (15’st Torregrossa 6).
In panchina: Fiorillo, Garofani, Ruggeri, Lordkipanidze, Distefano, Sekulov.
Allenatore: Calabro 6.
ARBITRO: Turrini di Firenze 6.
RETI: 1’ pt Bragantini, 35’ st Hasa.
NOTE: giornata nuvolosa, terreno in buone condizioni. Spettatori: 7.984, di cui 344 ospiti. Ruocco al 52’st fallisce il rigore mandando la palla contro la traversa. Ammoniti: Kouda, Meroni, Illanes, Belloni, Mensah. Angoli: 6-8. Recupero: 2’; 0’.
MANTOVA - Alla fine è 1-1: tutti scontenti, in particolare il Mantova che ha avuto sul filo di lana l’occasione per conquistare i tre punti contro una diretta concorrente come la Carrarese. La traversa al 52’ st ha tolto a Ruocco la gioia di consegnare alla sua squadra un successo che sarebbe stato fondamentale per il cammino verso la salvezza.
Pronti-via e basta un solo minuto di gioco al Mantova per passare in vantaggio grazie a Bragantini. La Carrarese reagisce, spinge e raggiunge il pari al 35’ st grazie ad Hasa che si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto colpendo di testa e battendo Bardi.
Insigne trascina il Pescara all’Adriatico
PESCARA 2
PALERMO 1
PESCARA (4-3-2-1): Saio 6.5; Faraoni 6.5 (40’ st Altare sv), Capellini 6, Bettella 6.5, Cagnano 6; Acampora 6.5 (18’ st Berardi 6.5), Brugman 6.5, Valzania 6.5; Insigne 8 (23’ st Meazzi 7);
Russo 6.5, Di Nardo 6.5.
In panchina: Brondbo, Profeta, Letizia, Corbo, Brandes, Lamine Fanne, Olzer.
Allenatore: Gorgone 7.
PALERMO (3-4-2-1): Joronen 6; Peda 5.5 (1’ st Bereszynski 6), Magnani 6 (35’ st Veroli sv), Ceccaroni 5.5; Pierozzi 6, Segre 6.5 (29’ st Gomes 6), Ranocchia 6 (17’ st Blin 6), Augello 6.5;
Palumbo 6.5, Johnsen 6 (17’ st Le Douaron 6); Pohjanpalo 7.
In panchina: Gomis, Bani, Modesto, Vasic, Giovane, Gyasi, Corona.
Allenatore: Inzaghi 7.
ARBITRO: Maresca di Napoli 6.
RETI: 2’ st Pohjanpalo, 10’ st Insigne, 42’ st Meazzi.
NOTE: pomeriggio fresco. Spettatori: 6.478, di cui 299 ospiti. Ammoniti: Peda, Acampora, Ranocchia, Bettella, Di Nardo, Brugman. Angoli: 9-4. Recupero: 1’; 7’.
PESCARA - All’Adriatico si interrompe la serie positiva del Palermo che durava da 14 partite (ultimo ko l’8 novembre a Castellammare di Stabia), vince il Pescara in rimonta il Pescara, trascinato da Lorenzo Insigne. Prova sontuosa dell’attaccante napoletano che segna il gol dell’1-1 pareggiando la rete di Pohjanpalo e mette in continua apprensione la difesa rosanero prima di lasciare il posto a Meazzi (12’ st).
Nel finale proprio quest’ultimo realizza il gol-partita che rilancia le ambizioni salvezza degli abruzzesi.
Primo tempo equilibrato, debutto da titolare per Insigne che per l’occasione indossa anche la fascia di capitano. Proprio il 34enne si mette subito in mostra all’8’ con un tiro dal limite deviato in angolo.
Il Palermo reagisce con Segre che non approfitta di un errore di Saio. Poco dopo di nuovo Insigne: calcio di punizione e gran parata di Joronen.
Nella ripresa, al 2’, il Palermo passa: Segre scambia con Johnsen, entra in area e mette al centro per Pohjanpalo che brucia Capellini e inchioda Saio segnando il 18° gol stagionale.
Al 10’ il pareggio del Pescara. Rinvio errato di Joronen, Di Nardo di testa lancia Insigne che non sbaglia.
Al 22’ esce Insigne tra gli applausi dell’Adriatico, i ritmi calano, serve una fiammata per far saltare l’equilibrio.
Allora ci pensa Meazzi che al 42’ si libera magistralmente di un avversario, punta l’area e conclude con il destro batte Joronen anche grazie a una deviazione.
Tripudio all’Adriatico, fa festa il Pescara.