CORTINA - La lunga attesa è finita. Mikaela Shiffrin torna a sentire l’inno statunitense dal gradino più alto del podio, spezzando quella che stava diventando una vera e propria maledizione a cinque cerchi.
A secco a Pechino e senza gloria fin qui sull’Olympia delle Tofane (quarta nella combinata a squadre con una manche disastrosa che aveva vanificato il primo posto di Breezy Johnson e addirittura undicesima in gigante), Her Majesty aveva l’ultima cartuccia a disposizione per non restare a mani vuote per la seconda Olimpiade di fila.
E stavolta ha fatto centro. Nel “suo” slalom, infatti, mette in piedi due manche da urlo: nella prima rifila 82 centesimi a Lena Duerr e un secondo netto alla svedese Cornelia Oehlund (entrambe poi fuori nella seconda parte di gara), poi spinge ancora senza paura e lascia alle rivali le briciole: la svizzera Camille Rast, argento, termina a un secondo e mezzo, 1”71 il distacco della svedese Anna Swenn Larsson che chiude il podio.
Arriva così il terzo oro in carriera per la Shiffrin, il secondo fra i pali stretti dopo quello di Sochi 2014, a cui si aggiunge il titolo in gigante otto anni fa in Corea del Sud, quando si piazzò anche seconda in combinata.
Per l’Italia, dopo il bronzo di Goggia in discesa e il doppio oro di Brignone fra super-G e gigante, una chiusura in tono minore.
Lara Della Mea, a cinque centesimi dall’argento fra le porte larghe, e Martina Peterlini chiudono ex aequo al tredicesimo posto, a poco più di tre secondi dall’americana, mentre la gara di Anna Trocker finisce già nella prima discesa. “Sono partita bene nella seconda manche - ha detto Lara Della Mea, brava a risalire di due posizioni -, poi mi sono un po’ addormentata. Sono comunque soddisfatta della mia seconda parte”.
Per Martina Peterlini il settimo parziale della run 2 vale una rimonta di dieci posti. “C’è stata una crescita nella mia stagione - il suo bilancio -. Ho avuto una reazione nella seconda manche, ma dobbiamo continuare a crederci, perché siamo forti e dobbiamo prendere ispirazione da Federica e Sofia, che sono in cima al mondo”.