MIAMI (Stati Uniti) - Quella andata in scena a Miami non è stata solo una semifinale, ma con ogni probabilità la partita più bella dell’intero torneo e il capitolo più alto della rivalità tra Jannik Sinner e Alexander Zverev. Un match di un’intensità d’altri tempi, chiuso dall’azzurro con il punteggio di 6-3, 7-6, che proietta l’altoatesino verso l’ultimo atto del Masters 1000 della Florida. Raramente si è visto un Alexander Zverev così centrato, aggressivo e tatticamente lucido. Il tedesco ha giocato una partita totale: meno errori gratuiti di dritto, piedi vicini alla riga e una capacità straordinaria di reggere, e spesso vincere, gli scambi prolungati. Eppure, nonostante Sascha abbia ‘fatto la partita’ per lunghi tratti, si è dovuto scontrare con la versione più cinica e chirurgica di Sinner. Il pubblico di Miami lo ha capito, tributando a Zverev un lungo e commosso applauso all’uscita dal campo, riconoscimento per una prova che contro chiunque altro avrebbe garantito la vittoria. Se il gioco da fondo ha visto un equilibrio quasi inedito, a far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Jannik è stata la battuta. Sinner ha trasformato il servizio in un’arma strategica invalicabile, chiudendo l’incontro con ben 14 ace. Il capolavoro è arrivato nel momento di massima tensione: l’azzurro ha messo a segno sette dei suoi ace tra l’ultimo game di servizio e il tie-break del secondo set. Una dimostrazione di forza mentale che ha letteralmente tolto il respiro a Zverev proprio quando il tedesco sembrava aver inerzia per trascinare la sfida al terzo. Archiviata la battaglia con Zverev, Sinner non ha tempo per rifiatare. Lunedì mattina (4.30 AEST) lo attende la finale contro la sorpresa del torneo, il ceco Jiri Lehecka, autore di una cavalcata trionfale nella parte bassa del tabellone. La posta in gioco, però, va oltre il trofeo di Miami. Una vittoria lunedì non solo confermerebbe il dominio dell’azzurro sul cemento americano, ma ridurrebbe drasticamente la distanza dal numero uno del mondo Carlos Alcaraz. Con i punti pesanti della stagione sulla terra battuta alle porte, il trono del tennis mondiale può essere messo nuovamente in discussione.
Tra le donne sarà Aryna Sabalenka a sfidare Coco Gauff nella finale del quarto Wta 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 9.411.725 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento dell'Hard Rock Stadium, in Florida. La bielorussa numero uno del mondo e del seeding, come nella finale di Indian Wells batte Elena Rybakina (6-4 6-3 in un’ora e 19’) e proverà così a bissare il successo di un anno fa a Miami che le consentirebbe di completare il Sunshine Double, riuscito per l'ultima volta nel circuito femminile a Iga Swiatek nel 2022. Alla 43ª finale in carriera (20 titoli fin qui, in questa stagione oltre a Indian Wells si era imposta anche a Brisbane perdendo poi la finale degli Australian Open proprio contro la Rybakina), la 27enne di Minsk si troverà di fronte Gauff: perfetta parità nei precedenti (6-6), con la Sabalenka che ha avuto la meglio nell'ultimo, alle scorse Wta Finals nel round robin.
Andrea Vavassori e Simone Bolelli giocheranno la finale nel dopppio maschile, secondo Masters 1000 della stagione. Gli azzurri, teste di serie n.7, hanno superato in semifinale l’olandese Sander Arends (n.40 del ranking di doppio) e l’australiano John Patrick Smith (n.56) col punteggio finale di 6-3 6-4. A Miami, nella loro 15ª finale come coppia, Bolelli e Vavassori andranno a caccia del nono titolo, il secondo della stagione dopo l’ATP 500 di Rotterdam. Sarà peraltro la prima finale in un Masters 1000 per i due, attesi da due rivali che conoscono molto bene. Il finlandese Harri Heliovaara e il britannico Henri Patten (teste di serie n.4) che in semifinale hanno battuto per 6-2 6-3 Marcel Granollers e Horacio Zeballos, e sono in vantaggio 5-1 nei precedenti con gli italiani.